Rugby, Gavazzi: «La collaborazione di tutti per far crescere il movimento»

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E’ stata la prima esperienza nel Sei Nazioni come presidente della Fir. Alfredo Gavazzi analizza la condizione del rugby, traccia un bilancio di questa avventura, partendo dalla Nazionale arrivando a toccare le società di base.

Il torneo 2013 è stato altamente positivo per l’Italia di Brunel, che ha chiuso il Sei Nazioni con due vittorie contro Francia e Irlanda, e una grande prestazione – bagnata da un forte applauso – su un campo storico come quello di Twickenham.

Qual è il suo bilancio di questa prima esperienza di Sei Nazioni come presidente della Fir?
«Non amo fare proclami, ma sono soddisfatto. Abbiamo vinto due partite, e giocato forse il migliore torneo di sempre».

Quanto secondo lei la mano del tecnico Jacques Brunel ha saputo modificare il gioco dell’Italia e migliorarlo?
«Brunel è un grande allenatore, sta plasmando la squadra secondo quella che è la sua idea di rugby. Non posso che essere felice di averlo sulla panchina della Nazionale».

Cosa manca alla nostra Nazionale per fare il definitivo salto di qualità?
«Credo che il salto di qualità, in questo Sei Nazioni, sia stato compiuto: con Francia, Irlanda, Inghilterra e per certi aspetti contro la Scozia la squadra ha tentato di imporre il proprio rugby. Forse dobbiamo migliorare sotto il punto di vista della continuità».

Quanto mancherà a questo gruppo Andrea Lo Cicero? Vede per lui un futuro nel mondo del rugby italiano?
«Credo sia presto per parlare del futuro di Andrea, ma sarà lui a doverlo determinare. Per quanto mi riguarda non posso che ringraziarlo per quanto ha fatto con la maglia della Nazionale».

Si aspettava questa grande risposta da parte del pubblico romano?
«Prima del torneo avevo indicato in 180 mila spettatori l’obiettivo della Federazione: lo abbiamo superato e ne sono entusiasta. La struttura federale ha lavorato con grande impegno e voglio ringraziare dipendenti e collaboratori. Roma è ormai una grande capitale del rugby, di questo ringrazio il sindaco Alemanno e la Coni Servizi per il grande supporto che ci hanno garantito».

Il presidente del Coni Giovanni Malagò ha proposto la disputa della gara Italia – Argentina a Roma, per permettere al Santo Padre di assistere al match. E’ una idea a suo giudizio praticabile?
«La finestra internazionale è sicuramente quella dei Cariparma Test Match autunnali. Ma per il momento preferisco evitare dichiarazioni sull’argomento».

Quali sono i punti su cui nel suo mandato vorrà lavorare per migliorare il rugby delle grandi e piccole società?
«Nel corso della mia campagna elettorale ho detto chiaramente che è imprescindibile, per la crescita di tutto il movimento, valorizzare la centralità delle società. Con la situazione economica attuale la Fir dovrà intervenire spesso in supporto dei club per aiutarli nella loro crescita dentro e fuori dal campo, non solo un mero aiuto economico, ma anche un rafforzamento della presenza tecnica della Federazione su base regionale. Ma per la crescita del rugby italiano è necessaria la collaborazione tra tutte le componenti del movimento: questa è la direzione nella quale stiamo andando».

Paolo Pizzi

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