Lazio, Hernanes: «Aggancio scontato? Facile parlare ora»

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Roma è calcisticamente parlando da sempre una città unica. La rivalità tra Lazio e Roma non si limita alle due partite del campionato, ma si sente nell’aria tutto l’anno. Una delle prime domande rivolte ai nuovi allenatori e ai nuovi giocatori appena sbarcati nella capitale è sempre sulla stracittadina e spesso perdere un derby nel passato è costato caro a parecchi tecnici. Floccari ha pagato per anni il rigore sbagliato nel 2010.

Reja, nonostante tre stagioni positive, è stato osannato dalla curva solo dopo aver vinto due stracittadine. Sono le particolarità del derby come nei casi di Marco Lanna, difensore giallorosso autore di un fallo di mano in area che decise un derby, e Paolo Negro, autore di un autogol nel 2001, divenuti idoli delle tifoserie opposte alle squadre di appartenenza. “Er derby de Roma” è unico nelle esultanze curiose come l’indice di Chinaglia e Di Canio verso la curva giallorossa o i pollici versi di Totti a indicare il navigare in brutte acque dei biancocelesti. Non sono solo i gesti agonistici a rendere questa gara unica, ma anche le frecciatine fuori dal campo. Indimenticabile quella tra Totti e Zarate che si scambiarono i complimenti “Non campione” e “Calciatore finito” nel 2009. Anche quest’anno l’atmosfera stracittadina si è magicamente accesa domenica sera dopo Roma-Parma quando proprio il capitano sorridente ha commentato: «L’aggancio in classifica alla Lazio? Era scontato, gli avevamo dato un po’ di vantaggio, ma adesso li abbiamo ripresi».

Una battuta che ha trovato l’mmediata risposta di Hernanes: «Le parole di Totti? Perché non ha detto quelle cose prima? Dopo che ci hanno raggiunto è facile dirlo. Ma sicuramente ci riprenderemo e arriveremo sopra noi». Mancano più di due settimane all’8 aprile, ma in città la tensione, ovviamente sportiva, nell’aria già si percepisce. Dio solo sa cosa accadrebbe se la Roma riuscisse a raggiungere la Lazio nella finale di Coppa Italia da giocare in gara unica all’Olimpico, una sfida per palati fini, ma da evitare per i deboli di cuore. Antoniomaria Pietoso