AS Roma, Florenzi la mossa in più nelle mani di Andreazzoli

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«Sono un ragazzo abituato a giocarsi il posto: mi metto sempre a disposizione della squadra e della società, poi è il mister a scegliere». È stato di parola Alessandro Florenzi, 22 anni ieri, uno di quelli che dalla “cura Andreazzoli” ha tratto più panchine che benefici ma che, con la professionalità che caratterizzerebbe un trentenne, sabato sera ha sfoderato una prestazione di grande qualità alla sua prima da titolare col tecnico toscano.

Quelle parole il giovane centrocampista le aveva pronunciate a fine febbraio, quando cioè il cambio di modulo e di gerarchie lo avevano relegato in seconda linea e condannato solo a qualche sporadica apparizione a partita in corso. Al di sopra di ogni sospetto dunque, l’umiltà di un ragazzo che a 22 anni è tornato in panchina dopo essere stato titolare inamovibile nella Roma di Zeman, ha pagato.

Sabato sera a Udine infatti, per Florenzi i due punti persi non contano, perché la Roma ha scoperto un’opzione in più. Tutti, tranne chi ha seguito da vicino gli allenamenti del ragazzo, se lo aspettavano centrale di centrocampo accanto a De Rossi e invece Andreazzoli l’ha proposto da trequartista. Un ruolo poco adatto sulla carta al giovane centrocampista. In quella posizione servono piedi buoni, capacità di tenere il pallone e di saltare l’uomo, ma le qualità di Lamela e Totti non solo sono bastate a sopperire a qualche mancanza, ma hanno esaltato le caratteristiche dello stesso Florenzi. Il gol del vantaggio della Roma nasce da ciò che il ventiduenne sa fare meglio: inserirsi negli spazi. Ed è così che un cross illuminante di Totti libera davanti al portiere proprio Florenzi, che sbaglia il tap-in, ribadito in rete da Lamela. Ma la partita Alessandro l’ha giocata anche col fiato.

Finalmente, dopo le corse forsennate nella Roma zemaniana, Florenzi ha imparato a gestirsi ed è grazie alla ritrovata resistenza che ha recuperato innumerevoli palloni in mediana anche sul finire della partita. Domenica prossima, contro il Parma (a proposito, in caso di fumata bianca in piazza San Pietro, la gara potrebbe slittare), il posto non sarà assicurato, ma la scarsa vena realizzativa di Osvaldo potrebbe dare una mano al giovane centrocampista: a un trequartista atipico, capace di andare in porta come di ripiegare in difesa, ora è più difficile rinunciare.

Vincenzo Nastasi