La nuova vita di Max Biaggi: il pilota romano si racconta ai suoi tifosi

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Nonostante abbia “appeso il casco al chiodo” Max Biaggi non riesce a rinunciare al mondo della moto e alla passione dei suoi tifosi. Inaugurando ieri il Moto Days, la rassegna in corso di svolgimento alla Fiera di Roma, il pilota romano racconta la sua nuova vita senza le corse, rimanendo però nel mondo delle due ruote come commentatore tv insieme a Guido Meda. Sul palco, durante la presentazione ai tifosi, lo dice come una battuta: «Ho detto a Italia 1 che verso la fine della stagione avrebbero dovuto trovarmi un sostituto, perchè sarei rimontato in sella», ma basta ascoltarlo per capire che la passione per le due ruote non lo ha abbandonato affatto.

Quanto è cambiato il mondo delle moto dal suo esordio ad adesso?
«E’ cambiato molto in questi anni. Per un ragazzo è più facile cimentarsi in questo mondo, perché le moto sono più semplici da guidare rispetto a tanti anni fa. La parte dolente è che sono più costose rispetto ai miei esordi».  

Cosa si sente di consigliare ai giovani che si affacciano a questo mondo?
«Qui si tocca un tasto un po’ delicato, perché è facile scivolare nel banale. In realtà, la passione per questo sport o ce l’hai o non ce l’hai. Difficilmente ti viene se qualcuno prova ad inculcartela. Il consiglio che posso dare è che se uno ha veramente questa passione deve svilupparla, cercare di capire come funziona questo mondo».  

A suo giudizio ci sono piloti italiani in grado di emergere? Come mai negli ultimi anni non è facile trovare un ricambio generazionale? 
«Prevedere il futuro non è affatto facile. Mi viene da pensare che i grandi nomi quando arrivano occupano un decennio. Non sempre è facile che arrivino i super campioni come Michael Jordan o Andre Agassi. Prima è stato il periodo mio, di Valentino Rossi e di Loris Capirossi, adesso ci sono gli spagnoli. E’ giusto vedere anche altre bandiere nel mondo dello sport, ma noi speriamo sempre che arrivino altri piloti italiani».  

Quali sono a suo giudizio i livelli della Superbike per questa stagione?
«La gara di esordio ha dato già un giudizio chiaro, con le Aprilia di Giuntoli e Laverty molto ben messe. Già dal prossimo Gp di Aragon sarà facile vedere altri piloti, come ad esempio Melandri, che all’esordio è stato penalizzato da una caduta in gara 1».

Come è andato secondo lei il suo esordio nelle vesti di commentatore tv?
«Mi sono trovato bene. Dal punto di vista emotivo non è stato semplice, ma è stato efficace. I miei compagni di viaggio mi hanno fatto stare a mio agio e debbo dire che non è male. Non è la stessa cosa che andare in moto, ma è sempre un modo per rimanere all’interno dell’ambiente».  

Oltre al ruolo di commentatore fa anche altro nel mondo del motociclismo? Segue qualche pilota o una scuderia?
«No, per il momento mi dedicherò a tutto quello che ho tralasciato prima perchè non ne avevo il tempo». Già perchè prima o poi le esigenze cambiano, la carriera deve prendere un’altra “curva” e c’è la famiglia a cui pensare. Ma si resta sempre campioni!

Paolo Pizzi