Monterotondo sfida la sua bestia nera

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Un solo risultato: la vittoria. Il Monterotondo si gioca l’accesso alle finali nazionali dei play off sul difficile campo del Bacoli. Una partita secca con i campani forti del doppio risultato che, in virtù della migliore posizione in classifica, li premierebbe in caso di parità al termine dei tempi supplementari. Eretini che arrivano allo scontro che vale una stagione dopo la sudata vittoria di domenica per 1 a 0 contro il Fidene.

Un match deciso da un guizzo di David Masciantonio, poi espulso dall’arbitro per reciproche scorrettezze con un giocatore del Fidene: «Peccato non poter giocare questa partita – spiega il fantasista gialloblu – un incontro difficile nel quale abbiamo un solo risultato buono: la vittoria. Farà il tifo per i miei compagni da vicino sperando di poter rientrare alla prossima gara dopo aver ottenuto il passaggio del turno nella sfida di domani». Formazione campana che si presenta come bestia nera del Monterotondo, sconfitto al Chiovato per 1 a 0 e al Cecconi con un roboante 0-3.

Nonostante questo (e una squadra che dovrà fare a meno oltre che dello squalificato Masciantonio, anche di Parasmo), mister Matteo Masini si mostra comunque fiducioso: «Contro il Bacoli sarà una gara difficile, con assenze per noi importanti. Da quando sono sulla panchina della prima squadra abbiamo fatto tre pareggi, una sconfitta e la vittoria di domenica. Risultati maturati con grandissime assenze a livello di organico. Ad Arzachena ci sono mancati addirittura sette titolari. In settimana, tuttavia, abbiamo lavorato molto bene e siamo fiduciosi nel buon esito di questa gara». Una finale decisiva, contro un Bacoli che ha superato domenica la Viribus Unitis per 2 a 1 al termine di una gara molto equilibrata: «In partite secche come le finali play off – conclude l’allenatore eretino sono le motivazioni a fare la differenza. La Viribus, ad esempio, veniva da una situazione non molto brillante, ma ha dato filo da torcere al Bacoli. Siamo fiduciosi di poterci giocare le nostre chance alla pari con loro».

Mauro Cifelli