Pd contro Camusso: “Eletta con tessere false e in piazza bus pagati”

Alla sala conferenze della Stazione Tiburtina la verifica sul piano del lavoro della Cgil. Assenti Marino e Zingaretti

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Mentre Susanna Camusso stava per concludere i lavori della conferenza sul ‘piano del lavoro’ della Cgil di Roma e del Lazio, a Roma la polizia caricava gli operai delle acciaierie di Terni che manifestavano in via Veneto contro la chiusura della loro fabbrica e la segretaria della Cgil veniva accusata dalla eurodeputata del Pds Pina Picerno di essere stata eletta con tessere false e di aver riempito piazza san Giovanni con pullman pagati. Quanto è bastato per surriscaldare la sala della stazione Tiburtina e suscitare una immediata replica.

PAESE DIVISO – «Questo ci mostra sempre più un paese diviso tra chi si misura ogni giorno con i problemi del lavoro e chi pensa che siamo di fronte a un mondo tutto sommato carino e che basta solo spargere ottimismo» ha detto la Camusso con evidente riferimento al presidente del consiglio, aggiungendo aspra «oggi gli operai di Terni sono stati caricati dalla Polizia. Non possiamo fermarci ai commenti di una parlamentare che non ha un’idea, che sia una, di come si risolvono i problemi sociali.» Eppure la conferenza alla Tiburtina voleva mostrare il volto propositivo della Cgil che ha chiamato a raccolta istituzioni, imprenditoria e università per verificare quel piano presentato un anno fa.

ISTITUZIONI LOCALI – Le istituzioni dovevano essere rappresentate da Nicola Zingaretti impegnato ad affrontare la grana della manovra governativa che per il Lazio significherebbe un taglio di 7/800 milioni  e Ignazio Marino che nella mattinata era impegnato in una delicata riunione di Giunta dalla quale si è poi congedato per recarsi a Palazzo Chigi. In loro vece l’assessore regionale al lavoro Lucia Valente ed il vice sindaco Luigi Nieri. Assenze che sono state notate da chi intendeva con la verifica del piano presentato un anno fa, fare il punto su una situazione drammatica,  come hanno dimostrato i dati presentati dal presidente di Eures Fabio Piacenti.

ECONOMIA IN CRISI – Perché nell’ultimo anno  la situazione è peggiorata con un Pil regionale in calo e un livello dei consumi sceso del 3,1% oltre la media nazionale. C’è poi un problema di equità nella distribuzione del reddito quando si considera che il 5,7 di coloro che nel Lazio percepiscono un reddito superiore ai 50.000 detengono quasi il 26% del reddito complessivo, mentre quel 45% che arriva ai 15.000 euro porta casa la metà del reddito complessivo della fascia superiore. Si parla tanto dell’aumento delle iscrizioni delle imprese senza considerare che il 19% di queste chiude entro 2 anni e rappresentano realtà piccole o piccolissime che cercano di dare in qualche modo una risposta alla mancanza di lavoro vero e comunque non creano occupazione.

DISOCCUPAZIONE – C’è poco da stare allegri in una regione che registra 310.000 disoccupati dei quali il 45% è rappresentato da giovani fra i 25 e 34 anni. Mentre ancora più angosciante è la situazione dei 75.000 disoccupati ‘maturi’ oltre i 45 anni che ormai sono senza lavoro da oltre un anno. Indubbiamente il sindacato ha bisogno di dialogo perché come ha detto il segretario regionale Claudio Di Berardino, il suo mestiere è contrattare ma quanto sta succedendo nei rapporti con il Pd di Renzi sembra allontanare questa prospettiva, come pareva oggi palpabile in quella sala conferenze della nuova  stazione Tiburtina molto simile ad un bunker protetto.

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