Pizzardoni senza pace, un’altra giornata di agitazione

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Polizia locale di Roma capitale

Anche dopo la riunione di oggi e le rassicurazioni del nuovo comandante generale Raffaele Clemente, i vigili romani non sono affatto soddisfatti e decidono di percorrere ancora il sentiero, forse meglio dire, il sentierino di guerra. Questa volta a dissotterrare l’ascia non è il solito Ospol ma la Cisl e la Uil funzione pubblica. Da segnalare che la riunione odierna è la seconda dopo quella del 14 ottobre con il sindaco che pieno di buona volontà presentò Clemente dopo la gaffe con il colonnello Liporace, successivamente risultato essere senza i necessari requisiti. Un gentiluomo che fra l’altro si è comportato da vero ufficiale dei carabinieri e se ne è andato senza fare storie pur avendo già chiesto l’aspettativa dal comando generale di Viale Romania. Acqua passata, ma i malumori dei pizzardoni romani non passano mai tanto che i sindacati constatano «l’assenza di qualsiasi progetto che definisca obiettivi e priorità per la Polizia locale».

Questo, prosegue il comunicato dei due sindacati «nonostante gli impegni, più volte e “solennemente” ribaditi dal sindaco stesso, sulle scelte prioritarie da comunicare alle organizzazioni sindacali ed anche agli organi di informazione». Cosa c’entrino i mezzi di informazione che si limitano a riportare quanto accade è di difficile comprensione così come incomprensibile ai profani è il seguito del comunicato che appare fra il detto e non detto. Infatti così prosegue «il comandante generale ha tenuto una riunione dagli esiti assolutamente insoddisfacenti, nella quale si è avuta l’impressione che abbia tentato di “colmare” in prima persona, pur nell’ambito del suo ruolo tecnico-gestionale, il vuoto politico (del sindaco? ndr) sopra descritto».

Fra un vuoto e l’altro quello che invece si comprende in pieno è che a conclusione delle assemblee informative già programmate, in assenza di novità significative «si aprirà un percorso vertenziale con la contestuale informazione alla cittadinanza dei contenuti e delle iniziative che verranno messe in atto». Che fuor dall’orribile sindacalese significa proclamare lo stato di agitazione. Non sappiamo la consistenza di iscritti di Cisl e Uil fra la categoria, ma se dovesse unirsi alla agitazione il ben più potente e autonomo sindacato Ospol c’è da temere conseguenze per il traffico urbano. Ancora oggi Marino dopo l’aggressione che stava costando la falange di un dito ad un vigile, chiedeva una sorta di equiparazione dei pizzardoni con le altre forze dell’ordine, che non pare comunque un percorso facile.

Ma al di là della sicurezza degli operatori la Ospol da tempo batte il chiodo su richieste ben più corpose: l’aumento dell’organico, il riconoscimento degli straordinari e delle indennità anche assicurative, di rischio. Tutte “cosine” sicuramente legittime ma molto costose per un Campidoglio in sofferenza. Mentre della riorganizzazione del lavoro si sente poco parlare. Così come sono passate in cavalleria le varie denunce per i vigili mazzettari colti dalle Procure con il sorcio in bocca dai bei tempi di Alemanno, che ai vigili aveva anche dato la pistola.