Regione Lazio, 2 milioni di cittadini esentati dall’aumento Irpef

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Era stata la Corte dei Conti nella sua relazione annuale a prefigurare il fallimento “tecnico” della Regione Lazio per il debito sanitario di 10 milioni nel settore sanitario e di 12 milioni verso i fornitori o debito “commerciale” come viene definito. Per uscire da questa situazione è stato necessario imporre un aumento dell’aliquota Irpef dello 0,6% per il 2014 con la prospettiva di un ulteriore aumento dell’1% per il prossimo anno  in una regione che già paga l’aliquota più alta d’Italia.

EMERGENZA PER LE FASCE DEBOLI – Di fronte a questa emergenza che sottrae risorse ai consumi degli strati più deboli e agli investimenti, il governatore Nicola Zingaretti ha scelto la via della condivisione e della discussione con i sindacati per prendere delle decisioni che potrebbero aiutare la ripresa economica della Regione. Una sorta di scommessa, come l’ha definita Zingaretti, sottoscritta nero su bianco in quel memorandum sottoscritto questa mattina con Cgil, Cisl e Uil alla presenza dei rispettivi segretari Di Berardino, Bertone e Bombardieri. Un documento con il quale si concorda di esentare dall’aumento dell’addizionale i redditi sino a 28.000 euro dopo aver deciso in precedenza l’esenzione di quelli al di sotto dei 14.000.

70 PER CENTO ESENTATI – Questo significa che il 70% di cittadini laziali, oltre 2 milioni, verranno esentati dall’aumento. Si tratta di 400milioni di entrate cui la Regione rinuncerà recuperando le risorse dai tagli e dai risparmi che la Giunta ha varato già da gennaio e che Zingaretti ha elencato. Per quest’anno 25 milioni sono stati ridotti dai costi del Consiglio alla Pisana, 4 milioni dal riordino e dall’accorpamento delle società regionali, quasi 2 milioni dalla razionalizzazione del patrimonio regionale, 5milioni dalla soppressione dei CREIA (centri regionali educazione ambientale), stessa fine per Abecol con oltre un milione e la prospettiva entro l’anno di accorpare in Astral Aremol e Cotral con un altro risparmio di 3 milioni.

22 MILIONI DA ABOLIZIONE ASP – Ma il colpo grosso sono i 22 milioni risparmiati grazie alla soppressione dell’Asp, agenzia sanità pubblica. Carrozzoni e carrozze con relative poltrone (75 per la precisione) che stanno rapidamente scomparendo. Ma la scommessa riguarda quell’1% di aumento l’anno prossimo della addizionale per il quale il Lazio dovrà ri-contrattare con il Governo il pagamento del debito sanitario a 30anni. C’è poi l’altra via per il recupero delle risorse che è quella della lotta all’evasione fiscale, non ancora quantificata ma sicuramente di grandi dimensioni. Per affrontare e monitorare la realizzazione di questo impegno, la Regione prima in Italia, ha istituito un tavolo permanente con i sindacati che dopo aver portato il 3 gennaio il carbone a Zingaretti per l’aumento Irpef, collaboreranno con la giunta ed il Consiglio garantendo che tutte le misure vadano verso l’equità e la progressività fiscale. Qualche risultato per le imprese già si intravede per i pagamenti ai fornitori che per la sanità raggiungevano un termine di 255 giorni oggi ridotti a 180, ma molti privati rischiano ancora di essere pagati a due anni e passa. Eppure nonostante le difficoltà il Lazio per primo in Italia, è riuscito a varar il proprio Job act (vedi link)  che verrà sottoposto al Governo.

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