Rifiuti Roma: la destra vota contro Civita, Aurigemma e Palozzi no

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Eravamo già agli inizi di questo caldo settembre quando il già assessore della Giunta Alemanno,Antonello Aurigemma compianto per il vuoto che ha lasciato in Atac e l’indimenticato ex sindaco di Marino Adriano Palozzi, erano sul sentiero di guerra contro la giunta Zingaretti sulla questione dei rifiuti. Addirittura il 26 settembre il solerte Aurigemma che si dice aspiri a prendere il posto di Gramazio quale capogruppo del Pdl alla Pisana, se la prendeva con l’assessore Michele Civita reo di non fare chiarezza sulla chiusura di Malagrotta che sarebbe stata invece regolarmente chiusa, come annunciato l’altro ieri in pompa magna dal sindaco Marino e del presidente  Zingaretti in Campidoglio.Anzi, ci sovviene che il duo Aurigemma/Palozzi, con reiterati comunicati di fuoco, abbia chiesto le dimissioni del suddetto assessore accusato sostanzialmente di incapacità. Finalmente mercoledì scorso la questione dello smaltimento dei rifiuti di Roma è tornata al centro del dibattito in Consiglio regionale dove sono intervenuti sia Civita che il presidente Zingaretti. Ma l’opposizione è sempre l’opposizione, e una volta chiusa la megadiscarica dell’avvocato Cerroni resta sempre in ballo la questione di Falcognana considerata una discarica ‘residuale’ da usare solo per due anni per scaricarci FOS, ovvero rifiuti trattati.Lì ci sono comitati, blocchi e quant’altro serve per impedire lo sversamento dei rifiuti di Roma laddove, si badi bene, già viene depositato da anni il fluff, pericoloso scarto della demolizione di auto. Ma tant’è, tutto fa brodo per il bene pubblico, in fondo anche Alemanno si presentò con tanto di fascia tricolore alle folle infuriate di Malagrotta promettendo la chiusura della discarica e lasciando la palla a Marino e Zingaretti che invece l’hanno chiusa davvero.Il bello è che in apertura della seduta di mercoledì alla Pisana le opposizioni avevano chiesto la presenza della Giunta in aula per relazionare sulle novità emerse sulla stampa (sic) negli ultimi giorni. In particolare si chiedevano lumi sul “nuovo” sito di Cupinoro, a Bracciano, individuato in extremis dal commissario straordinario Sottile. Probabilmente ancora ignari del fatto che laBracciano Ambiente Spa, società pubblica, aveva indetto ben due bandi di gara per rendere possibile lo smaltimento di 20.000 tonnellate anno contro le 1500 tonnellate giorno che Roma produce. Altrimenti i conti della Spa sarebbero andati in rosso e un pò di dipendenti ci avrebbero rimesso il posto.Ma si sa, lo ripetiamo, l’opposizione è sempre l’opposizione e l’assessore Michele Civita si presenta in aula per relazionare diligentemente. Succede allora che la destra presenta una proposta di risoluzione in cui si censurava il comportamento della giunta e di Civita. Risoluzione illustrata in aula dal consigliere Luca Gramazio capogruppo del Pdl, regolarmente bocciata a maggioranza con 25 contrari e 15 favorevoli.Tutto regolare, ma il destino vuole che proprio al momento del voto i due acerrimi nemici dell’assessore, Aurigemma e Palozzi, non sarebbero stati presenti in aula e quindi non potrebbero aver votato la risoluzione firmata da loro e da altri sette colleghi. C’è chi dice che in quel momento fossero sull’Argentina ad agitare le masse dei contestatori, ma noi preferiamo usare il condizionale certi che verremo puntualmente smentiti dagli interessati che, pur di affossare Civita, l’aula non l’avrebbero abbandonata nemmeno con l’ambulanza in caso di malore.