Comune di Roma, i bersaniani di Marroni presseranno Ignazio Marino

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Una prova di forza, potremmo definire quella che l’ex capogruppo capitolino mercoledì on. Umberto Marroni, ha voluto dare radunando nella sala strapiena del Nazareno decine di amministratori, sindacalisti, dirigenti delle cooperative e rappresentanti delle categorie. Il pretesto era dato dal lancio della associazione “Metropoli Roma” che intende «ridare un ruolo ai partiti nella formazione di una nuova classe dirigente». Ma in realtà ha rappresentato molto di più della solita riunione della corrente Bersanian Dalemiana. Infatti da quella platea si è levato  un vero e proprio monito al sindaco.

CAMPIDOGLIO NON RINCORRA I GRILLINI – «Così non va ha» detto chiaramente Marroni ad un Marino portato più a “rincorrere” i grillini che ha valorizzare  le energie, le esperienze del partito che lo ha fatto eleggere e che in Parlamento ha difeso la Capitale contro quel “forte partito anti romano” che ha bloccato il “salva Roma bis”. Per Marroni ci dovrebbero essere almeno 18 mesi di tranquillità “elettorale” a livello nazionale (“tutti lealmente uniti attorno a Renzi” – sic) per consentire al sindaco di spostare la barra dal “populismo” al “riformismo”, ma Ignazio deve aprire una  discussione seria con il Pd anche senza rimpasto di giunta.

POSSIBILITÀ DI UN RIMPASTO – Al rimpasto si è detto non pregiudizialmente contrario l’assessore Improta, aggiungendo, con ironia, la sua disponibilità ad andarsene per primo. Sono intervenuti anche gli assessori Ozzimo, che ha sollecitato provvedimenti urbanistici urgenti ad esempio per le compensazioni e l’assessore all’urbanistica Caudo che si è dilungato sulla complessità dei compiti e delle strategie urbanistiche in una città come Roma, ma non ha dato risposta alla necessità di immediati atti amministrativi.

I CASI ACEA E ATAC – Marcia indietro anche di Marroni su Acea (“la nostra battaglia di allora in consiglio non era contro Caltagirone, ma per l’acqua pubblica” – sic) e concorda con la necessità di risanare Atac in primo luogo “schiodando” i 500 milioni di crediti pregressi vantati dalla Regione, oppure, ha ribadito Improta, ottenendoli direttamente da governo. Partita, questa di Atac, sulla quale Ozzimo ha chiesto l’immediata apertura di un “tavolo di confronto” con Zingaretti. Insomma tanti buoni propositi e tanta bella gente ma il problema “Ignazio” è al centro delle preoccupazioni di molti democratici che affilano le armi in vista del bilancio 2014. Esagerazioni giornalistiche, dice qualcuno, ma ieri sera bastava sentire gli apprezzamenti sul sindaco che circolavano ai margini dell’incontro e nemmeno tanto a bassa voce.

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