Scontro tra Barilla e gay: «Nelle mie pubblicità solo famiglie tradizionali». Poi il patron si scusa

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Ma cosa significa oggi famiglia tradizionale? Il patron della Barilla sembra avere le idee chiare: mamma e papà è il binomio perfetto, almeno per le sue pubblicità, nelle quali non metterebbe mai un nucleo omosessuale a tavola a mangiare la sua pasta. «Se i gay non sono d’accordo,  – ha esternato ieri durante una intervista radiofonica – possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono purché non infastidiscano gli altri». La dichiarazione, è superfluo dirlo, ha scatenato un acceso dibattito sfociato nella proposta di boicottare l’azienda parmigiana. L’invito, lanciato da Aurelio Mancuso, presidente Equality Italia  è stato propagato su Twitter con l’hastag #boicottabarilla ed è stato già raccolto da Alessandro Zan, deputato di Sel ed esponente del movimento gay, che ha definito l’affermazione di Barilla come «un altro esempio di omofobia all’italiana». Provocatorio Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center che interpellato da Cinque ha commentato: «Dopo le dichiarazioni di Guido Barilla ci chiediamo se dovesse scegliere come testimonial tra Obama e Giovanardi chi sceglierebbe. Il primo è a favore dei matrimoni gay, il secondo è un omofobo. Alla Barilla scegliere le strategie di comunicazione migliori». Anche Anna Paola Concia (Pd) sceglie la via dell’ironia e cinguetta: «Achtung Achtung!!! chi mangia pasta #barilla diventa #gay digli di smettere #boicottabarilla (diffondete in tutte le lingue del mondo)!!». Oggi Guido Barilla ha rilasciato un comunicato ufficiale di scuse per aver «Urtato la sensibilità di alcune persone nelle mie dichiarazioni, ho il massimo rispetto per qualunque persona, senza distinzione alcuna». Ma ormai “la gaffe” ha già fatto il giro della rete e la numerosa mole di commenti sulla pagina Facebook della Barilla lascia intendere che l’argomento è “fumante” come un piatto di pasta appena scolata.