La corsa a ostacoli di Esselunga per aprire un ipermercato a Roma

0
166
La corsa a ostacoli di Esselunga per aprire un ipermercato a Roma

A Roma, si sa, che fin dai tempi della Democrazia Cristiana di Andreotti chi tocca i commercianti muore. Così sui progetti per la grande distribuzione spesso cala un silenzio di tomba proprio per non suscitare le immediate proteste dei piccoli commercianti e dei soliti comitati di quartiere che talora rappresentano solo un manipolo di volenterosi di cittadini. E’ il caso di Esselunga (colosso della distribuzione alimentare spesso in contrasto con le coop) segnalato recentemente da un servizio giornalistico del Periodico on line Linkiesta.it, che da Milano e dal nord da anni sta tentando di sbarcare anche a Roma, precisamente all’Infernetto.

Se ne parlava già dal 2005 ma la pia intenzione divenne qualcosa di più nel 2010 quando il patron del gruppo Caprotti, insignito della laurea honoris causa in Architettura alla Sapienza, esce allo scoperto. Non a caso, sempre Linkiesta.it, ricorda che nel  2012 Esselunga acquista spazi pubblicitari sui quotidiani nazionali per reclutare il personale. Ma è a questo punto che il progetto cozza contro la linea di Alemanno fiero oppositore dello «strapotere della grande distribuzione», mentre Ignazio Marino, anche lui, rinvia la questione: «Vediamo prima cosa serve e in seguito decideremo» aveva dichiarato.

Così l’85enne Bernardo Caprotti ripropone la questione con una lettera al Corriere della Sera nella quale senza peli sulla lingua afferma: «A Roma i nostri urbanisti si sono recati 2.000 volte in dodici anni nel tentativo di superare ostacoli di ogni genere, per incontrare adesso il niet del nuovo sindaco del quale si può dire soltanto che è un po’ “opinionated” (prevenuto)».

La verità è che nel frattempo si sono lamentati commercianti e comitati della zona compresa fra l’Eur e Ostia. Infatti oltre ai problemi di traffico e la concorrenza, gli abitanti denunciano che la cementificazione che potrebbe danneggiare l’area dell’Infernetto, già fragile ed esposta a rischio idrogeologico in un’alluvione del 2011 provocò una vittima. La Esselunga fa sapere di aver già compiuto tutti gli accertanti necessari e punta sull’aspetto occupazionale che riguarderebbe centinaia di possibili assunzioni. Ma è evidente che quanto si è reso possibile dalla Lombardia alla Toscana, per Roma diventa un percorso a ostacoli nel quale si rischia di impantanarsi.