Colleferro, per il cementificio bruciare rifiuti (Css) fa bene

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cementificio colleferro

Si è tenuto in settimana, presso la cementeria Italcementi di Colleferro, un incontro per illustrare alle maestranze e ai rappresentanti provinciali dei sindacati gli impegni della cementeria per il rispetto ambientale e per la tutela della sicurezza dei lavoratori.
Il direttore della cementeria, Alfredo Vitale, ha spiegato ai partecipanti le azioni adottate per una maggiore sostenibilità ambientale, tra cui – ad esempio – gli interventi per ridurre l’impatto sonoro, il monitoraggio delle acque e della falda,  il ripristino delle cave e soprattutto  l’adozione delle migliori tecnologie oggi disponibili per il contenimento delle emissioni. Altro tema affrontato, quello della tutela della sicurezza dei lavoratori, che si realizza attraverso un’adeguata e costante formazione del personale e con l’adozione di tutti i migliori dispositivi di sicurezza.

LE GIUSTIFICAZIONI DEL DIRETTORE – In conclusione della mattinata è stato anche presentato il progetto per l’utilizzo di combustibili alternativi in parziale sostituzione di quelli tradizionali già utilizzati in cementeria. «Una pratica – si legge nella nota – quella del ricorso ai combustibili solidi secondari, che porterebbe vantaggi anche per il territorio, tra i quali un miglioramento delle emissioni. L’utilizzo del CSS è infatti una soluzione assai diffusa in Europa, soprattutto nei Paesi del Nord tradizionalmente molto attenti alla qualità dell’ambiente».

IL DECRETO MINISTERIALE – Il decreto ministeriale del 14 febbraio 2013 da parte del Ministro Clini conseguente alle direttive Comunitarie 2008/98/CE permette l’utilizzo di Combustibile Solido Secondario (CSS)  nei cementifici. Si tratta di un combustibile solido ottenuto da rifiuti non pericolosi, utilizzato per il recupero di energia in impianti di incenerimento o co‐incenerimento, rispondente alle specifiche e alla classificazione data dalla UNI EN 15359:2011.
L’altro giorno alla Camera dei Deputati le diverse forze politiche hanno presentato delle mozioni indirizzate al Governo per disciplinare ulteriormente l’utilizzo di questo materiale,naturalmente il Governo dovrà fare approfondimenti tecnici scientifici, tali da assicurare che l’emissioni provenienti dall’utilizzo del CSS che essenzialmente viene ricavato dai rifiuti urbani e rifiuti speciali non sia dannoso per l’ambiente e per la salute.

BATTAGLIA ALLA CAMERA – L’onorevole Renzo Carella si è schierato contro questa eventualità, «laddove non viene precisato che non possono coesistere impianti di termovalorizzazione e cementifici che bruciano CSS. Ho citato espressamente il caso di Colleferro, dove ci sono già un termovalorizzatore e  un cementificio a distanza di circa 100 metri e che potrebbero utilizzare questo combustibile, è chiaro che ai fini delle emissioni si andrebbero a raddoppiare  con i rischi che questo comporta. Esprimendo il mio totale dissenso con questa ipotesi – continua carella –  è necessario che a livello applicativo  del Decreto Ministeriale  sia prescritto e di questo ce ne faremo carico di rappresentarlo al Ministro in sede di applicazione del decreto, che in situazioni come Colleferro sia vietato  ai cementifici  di utilizzare il CSS perché esiste già un impianto che brucia  derivati provenienti dai rifiuti proprio  per evitare sovrapposizioni di  concentrazioni  e quindi di carico inquinante. Ho sottolineato la delicatezza della situazione della Valle del Sacco e soprattutto della città di Colleferro, in questo senso occorre uno sforzo collettivo anche da parte della Regione, perché siano introdotte norme applicative che escludono queste eventualità. Su questo dobbiamo fare battaglia coinvolgendo gli enti locali e le associazioni perché la città di Colleferro sia risparmiata da questa eventualità».

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