Artena, residenti divisi sul nuovo centro commerciale

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artena panorama

Sembrava tutto fatto. Poi una raccolta firme ha sospeso. In piana campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale continua tener banco la questione dell’apertura del nuovo centro commerciale in piazza Valle Fini. Si tratta di un parcheggio multipiano con locali commerciali annessi. Lo scorso 8 novembre il via libera. Poi Impegno civico ha bloccato tutto con una raccolta firme.

I CONTRARI – Problemi ambientali, architettonici urbanistici, legali, sino all’impatto economico devastante per la già precaria situazione del commercio locale. Queste le note negative sottolineate in una conferenza stampa di Armando Conti, candidato per la lista civica. «Pensiamo che scelte come queste – ha detto Armando Conti, candidato sindaco di Impegno Civico per Artena – che cambiano il volto di un paese, debbano seguire dei processi partecipativi, in cui la popolazione può esprimersi nei tempi giusti, non solo a giochi fatti. Questa non è l’unica questione di cui ci occuperemo, vogliamo portare all’attenzione dei cittadini altri temi. Lo faremo presto nei prossimi incontri».

I FAVOREVOLI – Ma c’è chi dall’altra parte pensa a uno sviluppo commerciale ed economico dell’area. «Si pone sempre il problema dello sviluppo e poi al primo progetto ci si tira sempre indietro – spiega Chiara, studentessa di Artena. E’ stato fatto così anche per altri progetti che avrebbero potuto risvegliare questo borgo. Poi la politica e le sue beghe hanno fatto il resto. Il risultato è che si resta al punto di partenza».

IL CASO TURBOGAS – E’ stata una battaglia persa fin dall’inizio quella della Turbogas del IV Chilometro, area tra Colleferro e Artena. Troppo tardi fu l’intervento dei comitati locali e dei legali a supporto. L’iter già nel 2010 aveva ricevuto tutti i via libera necessari da parte delle istituzioni. Il Comune di Artena era stato protagonista da subito nella lotta contro il nascente impianto, schierandosi apertamente contro questo progetto e vietando il passaggio degli impianti.
Poi il Tribunale Amministrativo Regionale disse no alla richiesta di sospensiva dei lavori. L’ultimo atto, di fatto una resa per comitati e associazioni. Che oggi, dopo che la centrale è stata messa in funzione, tornano a interrogarsi sugli effetti ambientali.

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