Immigrati, a Castelnuovo situazione esplosiva

Il sindaco scrive a Regione e Governo: «Come a Lampedusa siamo soli. Un Comune così piccolo non può gestire un'emergenza così grande»

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Sovraffollamento, mancanza di risorse e scarsi servizi. La situazione del Centro rifugiati richiedenti asilo politico di Castelnuovo di Porto sta diventando sempre più esplosiva. 650 posti disponibili, 1000 le persone all’interno. Nella massiccia struttura concorsuale dell’Inail, la seconda più grande d’Italia, alloggiano per mesi uomini, donne e bambini in fuga da dittature o paesi in guerra, e spesso vittime di torture. Qui si mangia (per ciò che è possibile), si dorme, ma soprattutto si attende. Si attende  un permesso di soggiorno per “asilo politico” o “motivi umanitari”.Quando questo arriva però, termina anche l’obbligo per lo Stato italiano -sancito dalla Direttiva europea 2003/9/Ce- di ospitare queste persone, che verranno immediatamente dimesse. Questo sistema di accoglienza è stato istituito nel 2008, anno dell’“emergenza sbarchi”, quando il record di 30.492 domande di asilo politico  ha giustificato l’apertura di decine di Cara improvvisati in varie parti della penisola. Negli ultimi anni le domande sono aumentate, riproponendo così in maniera più forte l’emergenza.

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«Il vero problema – spiega il sindaco Fabio Stefoni – è che non si può far gestire a un Comune di 9.000 anime un problema così grosso. Come a Lampedusa qui siamo lasciati soli. Io ho soltanto 4 vigili per gestire tutti i problemi. 2 la mattina e 2 il pomeriggio. Ci sono problemi di viabilità, assistenza ma c’è soprattutto la questione dei minori di cui come amministratore sono il primo responsabile. Oggi nel Cara – spiega ancora il sindaco – ci sono 68 bambini, che hanno bisogno di un posto dove stare e di servizi all’altezza. Ho scritto una lettera al Governo e alla Regione per chiedere un intervento. L’ho inviata 15 giorni fa, in tempi quindi non sospetti. La giornata di lutto nazionale di oggi ci insegna che non si può intervenire quando la tragedia è avvenuta. C’è bisogno di una programmazione e di una forte risposta dello Stato in questo momento. Mi auguro arrivi presto».E i problemi non finiscono qui. Nel maggio di quest’anno la prefettura ha pubblicato un nuovo bando per l’affidamento dei servizi del Cara con una durata triennale. La gara, stando alle prime indiscrezioni, sarebbe stata aggiudicata con un ribasso d’asta del 25%. «Mi chiedo – commenta il sindaco – come si può ora a gestire questi servizi. Nel 2009 il costo per una persona ammontava a 54 euro ora è sceso sotto i 30».Sul caso la prefettura ha chiesto maggiori chiarimenti alla società aggiudicatrice.Lo scorso giugno l’assessore alle Politiche Sociali Rita Visini si era recata nel Centro di Castelnuovo per un sopralluogo. «’C’e’ molto da lavorare sul fronte dei rifugiati nella nostra Regione – aveva commentato l’assessore – soprattutto perche’ dobbiamo uscire da una logica di gestione dell’emergenza e arrivare a un’organizzazione stabile e strutturata. Mi attivero’ per mettere intorno a un tavolo tutte le realta’ istituzionali e associative che lavorano su questo tema e favorire la piu’ ampia collaborazione possibile’».La popolazione di Castelnuovo attende ancora risposte. 

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