Mibac, pm Roma chiede processo per sottosegretario Cesaro

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La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per il sottosegretario del ministero per i Beni culturali, Antimo Cesaro. Secondo il pm Alberto Pioletti e l’aggiunto Paolo Ielo l’esponente politico avrebbe favorito un suo cognato, già destinario di finanziamenti collegati a una iniziativa culturale. I fatti riguardano una riunione del 13 settembre 2016 che si sarebbe enuta al ministero.

 

Nel maggio scorso i magistrati avevano depositato gli atti e chiuso formalmente l’inchiesta. Secondo la ricostruzione degli inquirenti Cesaro avrebbe presentato un soggetto spiegando che era un suo “collaboratore fiduciario” che curava i rapporti della sua segreteria sul territorio campano. E’ proprio con quelle parole che Cesaro avrebbe commesso il reato di falso: non solo avrebbe nascosto la reale identità dell’uomo, ma avrebbe anche escluso che il soggetto potesse essere destinatario di finanziamenti collegati a una iniziativa culturale o che intendesse presentare progetti riguardanti il finanziamento. Dagli accertamenti però sarebbe emerso che l’uomo in questione è l’ex cognato di Cesaro e che proprio in quei giorni di settembre aveva avuto un colloquio con i tecnici di Invitalia per avere maggiori informazioni sulla possibilità di far ottenere a una associazione alcuni incentivi.

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