Roma, dopo 30 anni la politica “scopre” i Casamonica

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Sembra incredibile, ma dopo quasi 30 anni di poco onorevole attività la politica scopre che a Roma opera il clan dei Casamonica, la famiglia allargata di Sinti ovvero zingari, da tempo immemorabile italiani a tutti gli effetti. Una tribù vera e propria più che un clan che lega centinaia di adepti spesso legati da vincoli parentali al punto che le decine di arresti di questi anni non ne scalfiscono la struttura. Ma per i ‘professionisti dell’antimafia’, come scriveva l’allora criticatissimo scrittore siciliano Leonardo Sciascia, ormai tutto si lega e ricade sotto lo squallido contenitore di ‘mafia capitale’ scoperchiato dalla procura della Repubblica che culminerà nel maxi processo ai 56 imputati (molti dei quali accusati di corruzione e non di associazione mafiosa)  il prossimo 5 novembre.

Un groviglio di corruzione e malaffare che ha messo in luce la pochezza arraffona, più che la stigmate malavitosa di una intera classe politica romana. Ma ogni grande inchiesta per mafia deve avere il suo ‘maxi’ processo e così sia. Eppure le critiche si sono appuntate anche sulle forze dell’ordine che non hanno previsto né impedito la pacchiana esibizione di sfarzo nella quale molti intravedono un messaggio di sfida alle istituzioni. Dalla vacanza all’estero il sindaco Ignazio Marino ammonisce e rivendica la sua primazia nella lotta alla pervasività mafiosa nella Capitale. Lui che probabilmente dei Casamonica conosceva (forse) solo quanto riportato nella cronaca nei dei quotidiani con i quali, ed è una affermazione sua, usa pulircisi i vetri di casa. Eppure è da molti anni che magistratura e forze dell’ordine assestano duri colpi al clan che con il tempo ha assunto un peso criminoso sempre più rilevante, stabilendo legami con quella malavita organizzata (calabresi, siciliani e napoletani) che degli anni  80 ha messo radici a Roma.

Lo dimostra il report diffuso ieri dalla Questura dal quale risulta che solo dal 2010 ad oggi, la Polizia di Stato, in particolare la Squadra Mobile di Roma ha eseguito, nei confronti del clan Casamonica e personaggi ad esso collegato, 62 provvedimenti di custodia cautelare sequestrando beni mobili ed immobili per oltre 3 milioni. Nel dettaglio: il  22 settembre 2010 furono arrestate  11 persone, tra cui CASAMONICA Guerino, detto Marco, di anni 35 per reati contro il patrimonio. Il 24 gennaio 2012 gli arrestati furono 39 componenti dei CASAMONICA ritenuti affiliati ad una organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti, con contestuale sequestro di beni mobili e immobili (civili abitazioni e terreni) per un valore di circa 3 milioni di euro. In particolare sono state sequestrate 16 abitazioni, 36 autovetture e 90 conti correnti bancari. Sempre nel 2012, il 2 aprile ordinanza di custodia cautelare nei confronti di CASAMONICA Pasquale, detto “Rocky”, 27 anni, CASAMONICA Salvatore, detto “Andrea” 27 anni, COCCIA Damiano, 27 anni e CASAMONICA Concetta, 44 anni, indagati per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Il 20 marzo 2015 ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti 8 persone, componenti del clan CASAMONICA o affiliate a esso, ritenute responsabili, in concorso tra loro, dei reati di estorsione aggravata e usura nei confronti di esercenti attività imprenditoriali nella s Capitale, con numerosi sequestri di beni vetture di lusso, preziosi vari e denaro.

Nello stesso periodo i carabinieri hanno eseguito misure cautelari e/o arresti nei confronti di 55 persone appartenenti alla famiglia CASAMONICA per vari reati, prevalentemente di spaccio e traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni e usura. Il 12 novembre 2014 nell’ambito dell’indagine Vulcano del Nucleo Investigativo CC di Frascati finirono nella rete CASAMONICA Antonietta, 41 anni, SPADA Angelo, 54 anni, SPADA Domenico, 35 anni, SPINELLI Antonietta, 34 anni, per reati di usura, con contestuale sequestro preventivo di beni immobili. E ancora il 15 novembre 2014viene arrestato CASAMONICA Guerino, 45 anni, per tentato omicidio e detenzione abusiva di arma da fuoco. Per arrivare al 10 febbraio 2015 di quest’anno all’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dal Nucleo Investigativo CC di Roma, nell’ambito dell’indagine Tulipano, di CASAMONICA Ferruccio, 65 anni, e CASAMONICA Guido, 40 anni, per estorsione.

Mentre il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, nel maggio del 2013, ha sequestrato beni mobili ed immobili per un valore di 1.450.000 euro confiscati a CASAMONICA Raffaele, di anni 55, membro del clan, già condannato per i reati di usura, con tassi di interesse superiori al 150%, ed estorsione. Segue l’elenco dei ‘tesori’ confiscati al clan nel corso degli ultimi anni. Eppure il defunto don Vittorio non ha mai subito condanne penali rilevanti, come d’altronde (scrive oggi Travaglio sul Fatto Quotidiano) nemmeno Al Capone che fu arrestato per reati fiscali. Insomma, come ci disse tempo fa un inquirente di Casamonica ne arresti 10 e ne spuntano 100 magari più aggressivi e violenti. Una realtà che si combatte a suon di indagini e condanne e non con le interviste sui giornali, talora di una ovvietà sconcertante, che dilagano in questi giorni.

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