Rivoluzione a Roma, cambia il logo della città

La grande novità consisterebbe nella sostituzione dell'immagine stilizzata della Lupa capitolina che sormonta un capitello, con una sorta di Colosseo stilizzato

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Nuovo logo Roma

Stamane Repubblica riportava la notizia che il logo del Comune Roma Capitale non funziona. Così il Campidoglio vuole togliere la parola Capitale e far risaltare solo il nome della città. Lo annuncia una memoria che sarà presentata oggi in giunta dall’assessore al Turismo Marta Leonori.

LA NOVITÀ – «Con il cambio dello status da Comune di Roma a Roma Capitale» si legge nel documento «è stata tradotta la nuova denominazione anche in brand, ma questo investimento ha prodotto esiti limitati». Una notizia destinata a fare clamore in una città dove non funziona niente, nemmeno il marchio di fabbrica. La pensata non è nuova perché mentre l’abusivismo da suk del terzo mondo impazza nel centro storico, l’assessore ci stava pensando già nel maggio di quest’anno a cambiare il brand che identifica la città e viene stampato su magliette, cappelli e altri accessori. La grande novità consisterebbe nella sostituzione dell’immagine stilizzata della Lupa capitolina che sormonta un capitello, scelta dall’amministrazione Alemanno dopo una procedura di selezione, con una sorta di Colosseo stilizzato. Via la lupa dentro lo sgorbio (stilizzato) del Colosseo.

RIVOLUZIONE GRAFICA – Quanto sia costato lo studio del nuovo logo non è dato sapere ma se sarà quello che riproduciamo in pagina ci troviamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione grafica che farà dimenticare ai turisti, sempre più numerosi in città, tutti gli affanni di traffico, inefficienza, sporcizia ecc. che travagliano il loro (ahimè) breve soggiorno. Ma più che le nostre modestissime parole permetteteci di citare quanto allora scrisse il grande Gigi Proietti interprete dell’anima di questa città. «Potrebbe essere un accrocco simile ai simboli di altre capitali mondiali, vedi il cuore di I love NY, l’omino verde dei semafori di Berlino o le tre X di Amsterdam. In Campidoglio dicono ancora che la Lupa “non ha entusiasmato”. A noi romani risulta lo stia facendo da secoli, che dico, da millenni». E proseguiva «non che si abbia qualcosa contro i cambiamenti. Per carità. Ma con tutti i problemi che ce so’, proprio della Lupa ci dobbiamo preoccupare. Comunque, da romano, me faccio ’na domanda: cosa avremo al posto di mamma Lupa? Se dovete cambià – questo è il punto – fatece sapé prima con cosa. Magari nun ce sta bene….Siamo in attesa. Via la Lupa, via la colonna. E cosa andrà al posto loro? In altre parole, pane al pane: ditece quello che ce mettete». Da questa mattina l’angosciante quesito verrà disvelato.

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