Comune di Roma, i sogni di Fortini sui rifiuti e la realtà dell’Ama

Secondo l'Ad di Ama la tariffa di Roma si colloca a metà classifica nella media italiana delle città fra Trento e Marsala par di capire

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Ama Sciopero

Il presidente di Ama Daniele Fortini ha illustrato la sua strategia dei rifiuti prima in commissione Ambiente al Campidoglio poi in occasione  del convegno organizzato dalla municipalizzata insieme ad Aita-Iswa Italia che mette a confronto la gestione dei rifiuti di Roma, Londra, Parigi, Madrid, Berlino e Vienna. Di tutto ha parlato, dal modello di smaltimento di San Francisco, agli ecodistretti  che dovrebbero essere realizzate entro tre anni, con una nota sul decadimento del senso civico dei romani piuttosto sporcaccioni. Ma alla fine ha accennato anche al nocciolo del problema: la tassa che i cittadini pagano per un servizio che non ci mette certo alla pari con le altre capitali europee.

LA TARIFFA RIFIUTI – Così ha spiegato che la tariffa rifiuti che si paga in Italia è generalmente inferiore a quanto pagano tedeschi, francesi o inglesi. Meno male che secondo Fortini, la tariffa di Roma si colloca a metà classifica nella media italiana delle città, fra Trento e Marsala par di capire. Per cui tre persone che vivono in un’abitazione di 100 metri quadri mediamente spendono all’anno 378 euro per i rifiuti. Quindi ogni romano spende 30 centesimi al giorno per avere garantita la pulizia delle strade, lo svuotamento dei cestini, la raccolta dei rifiuti, quella differenziata, gli impianti di trattamento e il trasporto. Spesa irrilevante se ogni cittadino dovesse versare quotidianamente pochi centesimi nel salvadanaio di Ama per pagare una tariffa che arriva invece tutta assieme o di poco rattizzata. Conforta invece che in Germania e Austria si spende invece tre volte tanto, in Francia il doppio.

LA DIFFERENZA EUROPEA – Con la insignificante differenza che lì il servizio funziona, le strade sono pulite ed il decoro urbano rispettato. Ma Fortini si/ci consola “con l’aglietto” facendoci sapere che alla fin fine non spendiamo tantissimo per questi servizi rispetto ad altri Paesi europei. Anzi, che se fosse per lui vorrebbe far spendere ancora meno  aumentando la qualità. Se poi i romani vedono la loro città zozza è solo un problema psichico, di “percezione” del decadimento, dice lui. Come se inciampare nei sacchetti abbandonati con tanto di coccia o nelle cartacce unte per strada e altro di peggio non fosse una realtà concreta ma solo una immagine mentale tale da creare spiacevoli effetti sull’olfatto in prossimità dei cassonetti. Per lui “non c’è incuria”, anzi  Roma «è una città virtuosa quando fa la raccolta differenziata, raggiunge obiettivi da leader in Europa» laddove è evidente che dalle percezioni si trascende nell’onirico. Purtroppo, ammette Fortini «dipendiamo (ancora) da tanti impianti di altre regioni» che come noto aiutano a tenere la tariffa dei rifiuti così bassa.

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