Comune di Roma: cari dipendenti, per voi straordinari a go go

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Erano davvero angosciati i comunales, notoriamente prostrati dalla mole di lavoro, nel ricevere  la seguente letale comunicazione: «Cari dipendenti, i fondi sono stati tagliati e non ci sono risorse per gli straordinari». Successivamente i “cari dipendenti2 ( che fanno venire in mente le performances di Fantozzi) apprendevano da successiva comunicazione che «grazie all’intervento del presidente (dell’assemblea capitolina) Miko Coratti i fondi sono stati ripristinati.»

IL GIALLO DELLA LETTERA – Sospiro di sollievo e tutti alacremente al lavoro con straordinari a go go. Ma  a questo punto  nasce il giallo perché gli uffici capitolini assicurano che in realtà «quei fondi non sono mai stati ridotti.» Le due missive, firmate dal direttore Vitaliano Taccioli, sono rispettivamente del 6 e 18 febbraio 2014. Con la prima (protocollo 2378) si comunicava ai “cari dipendenti” che «a causa della riduzione dei fondi a disposizione»  nei mesi di febbraio e marzo sarebbero potute essere retribuite solamente (sic) 13 ore di straordinario ciascuno, sottolineando che «ulteriori ore eccedenti i suddetti massimali non sono comunque autorizzate e non verranno contabilizzate.» Immediato l’allarme  dei “cari dipendenti ” che dagli uffici non vorrebbero uscire nemmeno a notte inoltrata se non fosse per motivi di sicurezza.

STRAORDINARI INVARIATI – Meno male che  12 giorni dopo lo stesso Taccioli scriveva «grazie all”intervento del presidente dell’Assemblea capitolina, Mirko Coratti, sono stati ripristinati in bilancio i fondi per il lavoro straordinario»  con una comunicazione da intendersi come «revoca della precedente disposizione» e autorizzazione «per tutti della prestazione di lavoro straordinario retribuito nei due mesi in questione, nella misura di quanto liquidato nello stesso bimestre del 2013.» Come c… si fa a sapere che quest’anno saranno necessarie le stesse ore straordinarie di quello precedente rimane un mistero doloroso ( potrebbero anche essere di più…). Altrettanto misteriosi sono i poteri di un presidente d’assemblea che riesce a far revocare una disposizione amministrativa la cui decisione dovrebbe spettare al sindaco. Ma visto che i fondi non sono mai stati tagliati, tutti pappa e ciccia come prima.

 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Mi chiamo Roberto Sgammini e sono un dipendente dell’assemblea capitolina di Roma Capitale, chiedo alla luce dell’articolo 8 della legge sulla stampa 47/1948 di pubblicare una risposta al vostro articolo in merito ai dipendenti dell’assemblea capitolina.
Egregio direttore responsabile, a nome  di molti miei colleghi, in merito all’articolo pubblicato dal suo giornale il 24 febbraio 2014 con il titolo “Comune di Roma: cari dipendenti per voi straordinari a go go”, desidero esprimerle tutto il mio rincrescimento per le parole di dileggio e di scherno usate. Intanto vorrei affermare che le performance da FANTOZZI ce le avrà lei ed i suoi giornalisti data l’alta rilevanza di opinione che esercitate nella città, poi le faccio presente che io e ed i  miei colleghi non ci sentiamo prostrati dalla mole di lavoro, lavoriamo alle dipendenze di politici e dirigenti, ed appena questi lo decidono possono allontanarci dalla struttura immediatamente. Per quanto riguarda gli straordinari ed il taglio subito non c’è stato da parte nostra nessuna rivendicazione e faccio presente che il lavoro straordinario viene deciso dall’amministrazione non dai dipendenti. Poi il fatto di non voler uscire dal posto di lavoro , preferirei vivamente andare a spasso e non stare chiuso o in ufficio o in Assemblea capitolina . Per quanto riguarda Taccioli Coratti and co. sono cose che non ci riguardano e non capisco cosa possa importare ai lettori di una faccenda interna procedimentale, oppure come al solito usare tutte le stupidaggini che vengono dette per attaccare il dipendente pubblico ormai messo alla berlina dai media incapaci questi di trovare notizie serie ed importanti per i lettori . Io ho 28 anni di servizio ho vinto per diventare Funzionario Amministrativo 4 concorsi quindi la cosiddetta competizione io la ho affrontata e mi ritrovo nonostante ciò a guadagnare 1.300 euro di tabellare. Non ho niente da vergognarmi faccio il mio lavoro dignitosamente senza dileggiare ed offendere nessuno e per questo gradirei pari comportamento. La prego di pubblicare questa replica e di smetterla come tanti suoi colleghi di attaccare e dileggiare onesti lavoratori che svolgono il proprio lavoro per la collettività . Sono altri e più seri i problemi di Roma Capitale sono altre le sacche di privilegio presenti, parlo di dirigenti, avvocati e consulenti e forse li che dovreste guardare anziché offendere  lavoratori a poco più di mille euro. Cordiali saluti.
Caro Roberto

 

LA RISPOSTA DEL DIRETTORE EDITORIALEIntanto le preciso che era l’incipit della lettera “cari dipendenti” ad avere un sapore vagamente fantozziano, ma ovviamente condivido con lei che le sacche dello spreco e del privilegio stanno altrove. Tuttavia pur nel rispetto di chi campa con 1300 euro mese (più straordinari) vorrei che lei mi chiarisse perché gli straordinari, appunto, debbano essere necessariamente di 13 ore a settimana anche per il 2014 quando potrebbero essere forse di più o di meno.  Non si tratta forse, di fatto, di una integrazione dello stipendio? E poi, perché a tutti, proprio a tutti? Quanto al dileggio non è solo invenzione giornalistica o lo scoop delle Iene che hanno colto “alcune mele marce” che timbravano e andavano per i fatti loro corrisponde ad una realtà che io stesso ho potuto verificare in numerose occasioni. Tenga presente che c’è un malessere diffuso fra molti cittadini in difficoltà e, non sempre malignamente, i dipendenti pubblici che vengono giudicati dei garantiti a fronte  di mediocri prestazioni all’utenza. Certo non dipende da voi. Tutti vogliono riformare la macchina amministrativa ma tutti hanno interesse che resti così com’è. Se non altro per non perdere voti. Quanto alla lettera di Coratti/Taccioli  non è un fatto puramente interno tanto che la notizia è stata data dalle agenzie di stampa. Inoltre, se mi consente ancora, nell’amministrazione pubblica non c’è un bel niente  di “interno” che non debba essere risaputo. Altrimenti dove va a finire la trasparenza della quale parla sempre il sindaco? Da ultimo e da modesto utente dei vostri servizi, mi auguro che venga sfatato non un mio pregiudizio, ma la mia personale esperienza di rapporti con gli uffici comunali, dove lavorano tante brave persone ma abbondano anche i fannulloni. Quindi il vittimismo non giova.
Cordiali saluti

Il direttore editoriale
Giuliano Longo

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