Ignazio Marino verso la sostituzione del suo capo ufficio stampa Girella

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Diciamocelo con tutta franchezza, il sindaco Ignazio Marino non è simpatico. Quel gusto per la bici, in verità dismessa negli ultimi tempi viste le avverse (anche per lui ) condizioni meteorologiche, quello zainetto da campus universitario sulle spalle, la vocetta stridula, il vacuo sorriso eternamente stampato sul volto anche nei momenti più difficili della sua amministrazione, non paiono accattivargli le simpatie di una città un po’ plebea e molto, molto disincantata ai limiti del cinismo. Insomma il tipo N.e.r.d tutta scienza e studio qui non tira. Non che Alemanno fosse gran che simpatico con quel suo cipiglio da eterno incazzato e quell’aria da vittima del sistema da lui stesso messo in piedi. Ma Ignazio nel raffronto con il (falso) buonismo di Veltroni e l’ostentata piacioneria di Rutelli sicuramente ci perde. Per di più pare proprio che tutta la stampa romana ce l’abbia con lui e non glene perdoni una. Un po’ perché agganciata agli interessi dell’editore come il Messaggero di Caltagirone, un po’ perché storicamente di destra come il Tempo, ma non è che la Repubblica ci vada coi guanti di velluto per non parlare del Corriere che in Campidoglio ci avrebbe voluto Alfio Marchini.

BUONA COMUNICAZIONE – Allora che fare? Il sindaco deve aver avuto una illuminazione: «In politica ormai vince chi sa fare comunicazione, vedi Berlusconi, Grillo e Renzi. Quindi devo correre ai ripari» avrebbe pensato. E siccome lui è un chirurgo decide intanto di amputare e poi sostituire il suo capo ufficio stampa Marco Girella in procinto di fare le valige, come ci riferiscono alcune fonti attendibili. Manca solo la definizione degli aspetti economici dell’addio con la solita lauta liquidazione su uno stipendio lordo di 111mila euro circa, cui avrebbero dovuto aggiungersi altri 70.000 al raggiungimento di non precisati obiettivi. Niente di che se si considera che Girella (detto Bettini come lo pseudonimo con cui firma i sui romanzi noire) appena insediato, ha dato una bella sforbiciata agli addetti dell’ufficio stampa  che l’indimenticabile suo predecessore Simone Turbolente (quasi 170mila euro lordi anno), aveva portato a 36.

L’ADDIO – Così, come un allenatore che non fa vincere la squadra, Girella dovrebbe andarsene e tornare a Bologna da dove proviene. In verità la sua prima esperienza nella città felsinea non era stata per niente fortunata. Infatti, da capo ufficio stampa di Flavio Delbono fu costretto a interrompere dopo pochi mesi il suo lavoro a Palazzo d’Accursio per le dimissioni del sindaco travolto dallo scandalo giudiziario Cinzia-gate. Fu quindi una sorpresa veder circolare questo giornalista de Il Resto del Carlino accanto al futuro sindaco nel pieno della campagna elettorale. Ma Bologna, tutto sommato, è sempre stata nel cuore di Ignazio che avrebbe voluto tornarci per proseguire la sua attività di chirurgo. Solo che, consentiteci l’accostamento, se una rondine non fa primavera, un altro capo ufficio stampa non fa una comunicazione efficace. Al massimo può schiodare qualche marchetta in più dai media.

MATTEO E IGNAZIO – Non tutti raggiungono le eccellenze di Matteo che con pochi e nebulosi contenuti riesce a portarsi a casa due milioni di voti alle primarie conquistandosi anche palazzo Chigi senza elezioni. Ignazio al Campidoglio ci deve stare ancora per 4 anni attento alle insidie di un’aula Giulio Cesare che non lo ama persino fra i banchi della sua maggioranza. E allora? Allora o trova una civile convivenza con i partiti di sinistra che lo sostengono, ma che lui non stima, oppure si lancia nel più sfrenato populismo con una martellante campagna di comunicazione e dialogo diretto con il popolo da Ponte di Nona a Prima Porta. Un po’ alla Petroselli da lui qualche volta citato e mai conosciuto. Ma ce lo vedete il prof. Ignazio così compassato e tetragono nei suoi (pochi) principi, stringere mani a destra e manca alla Bill De Blasio sindaco di New York?

 

 

 

LE PRECISAZIONI DI GIRELLA

In merito all’articolo in pagina, Marco Girella, capo ufficio stampa del sindaco Ignazio  Marino, ci precisa testualmente di «non essere in procinto di lasciare il suo incarico. Inoltre che lo stipendio citato di 111.000 è quello di un dirigente amministrativo del Comune e rientra nei limiti contrattuali come previsto dalla legge. Inoltre di non percepire alcun altro emolumento di 70.000 euro aggiuntivi legati al raggiungimento di qualsivoglia obiettivo».

Riportiamo per correttezza tale precisazione di Marco Girella anche se ci sentiamo in dovere di precisare a nostra volta che “non essere in procinto di lasciare l’incarico” non significa una conferma illimitata della fiducia del sindaco nei suoi confronti.
G.L.

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