Comune di Roma, si dimette il capo segreteria di Ignazio Marino

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Come anticipato poche ore fa da Cinque Quotidiano il capo della segreteria del sindaco Enzo Foschi ha rassegnato le dimissioni dall’incarico, mentre non è ancora confermata la notizia che il coordinatore del programma, Mattia Stella, prenderà il suo posto. Fuori dai convenevoli di rito che sottolineano il rammarico di Ignazio Marino e gli alti incarichi che Foschi assumerà presso la segreteria del Pd, con le sue dimissioni esce dall’entourage di Ignazio un pezzo significativo di quel partito, almeno per quanto ne rimane a Roma dopo lo tsunami che il marziano (come lo definiva il suo ex sponsor Goffredo Bettini) ha provocato nelle sue fila.

DECISIONISMO. Che il decisionismo del sindaco lasciasse poco spazio al capo della sua segreteria, era noto. Nè Foschi ha mai fatto parte di quel cerchio magico che comprende la coordinatrice di giunta Alessandra Cattoi, il responsabile delle Relazioni con il pubblico Roberto Tricarico, il capo di gabinetto Luigi Fucito e tanti altri dirigenti cooptati nel suo staff con contratti a termine. L’ingresso di Stella confermerebbe la volontà del sindaco di serrare le fila con uomini fidati e soprattutto ben distanti da quel Pd romano che pure lo ha fatto eleggere.

SCONTRI AL VERTICE. In verità qualche scontro fra Foschi e Marino, riportato anche da questa testata, si era verificato già nel corso della campagna elettorale quando il suo comitato elettorale si avvalse del contributo di uomini che avevano già gestito con successo la campagna elettorale di Nicola Zingaretti. Poi, nel nuovo incarico al Palazzo Senatorio, il ruolo del capo della segreteria apparve piuttosto appannato, sicuramente ben al di sotto della visibilità e dei poteri che Alemanno aveva affidato ad Antonio Lucarelli, vero alter ego del sindaco. Le dimissioni di Foschi e l’attacco di Morassut (vedi link) che riportiamo in pagina, sono il segno evidente di un deterioramento dei rapporti fra Ignazio ed il Pd. Rapporti peraltro non idilliaci con Sel che da tempo chiede un maggior coinvolgimento della maggioranza nelle scelte del sindaco.

SLITTA IL RIMPASTO. Ovviamente il rimpasto che i Democratici avrebbero voluto subito dopo l’approvazione del bilancio 2013, slitta sine die. Anzi non pare proprio nelle intenzioni di Marino che nonostante le tensioni con l’assessore al Bilancio Daniela Morgante sa benissimo che lo spostamento di una pedina potrebbe destabilizzare tutta la sua scacchiera. Non a caso l’ingresso in giunta, ventilato in questi giorni dell’on. Legnini sotto segretario alla presidenza del Consiglio per l’Editoria, sarebbe subordinata non ad un assessorato vero e proprio ma ad una delega per i rapporti con il Governo. A meno che Letta non cada e si vada a votare lasciando al sottosegretario e amico di Marino, lo spazio per entrare in Giunta.

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