Ignazio Marino da Letta ne vuole tanti, intanto sgancia 10 milioni

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Ignazio Marino ancora una volta si contraddice. Dopo aver annunciato un Consiglio dei Ministri che avrebbe stimato i danni e provveduto a sostanziose erogazioni, scopre che oggi non si terrà per gli impegni istituzionali del presidente Enrico Letta. Così ripiega sui 10 milioni stanziati qualche giorno fa dal Campidoglio per dimostrare che Lui si da fare subito subito.

BANDO PER I 10 MILIONI. Danni che, sempre Lui, in cinque ore, aveva fatto stimare dai municipi per 243 milioni e rotti. Nel frattempo il sindaco  annuncia a giorni un bando per la destinazione urgente di quel primo stanziamento che non aveva fatto fare salti di gioia al suo assessore al Bilancio Daniele Morgante, come noto, ligia ai limiti della spending review, ma schiva dalle mosse propagandistiche a casse vuote. Meglio attendere gli stanziamenti dello Stato e le valutazioni della Protezione Civile una volta proclamata l’emergenza. Certo, con 10 milioni non si va lontani, ma in ogni caso il sindaco doveva pur affrontare quell’ondata di ingiuste critiche che la disastrosa ‘bomba d’acqua’ gli aveva attirato. Ingiuste perché il dissesto idrogeologico, territoriale e stradale non può essere imputato alla sua diretta responsabilità. Anche se qualcuno, ad esempio, comincia ad avanzare critiche sulla raffica di assunzioni dirette di dirigenti in particolare per il  suo staff (quattro milioni i costi) o sulla parziale e frettolosa pedonalizzazione dei Fori i cui fondi potevano essere utilizzati per sistemare qualche marciapiedi in più.

FUOCO AMICO DI MORASSUT. Sin qui la polemica politica, ma questa mattina il Corriere pubblicava un’intervista dell’ex assessore all’Urbanistica (con Veltroni) l’on Roberto Morassut che si è levato qualche sassolino dalla scarpa. Intanto respingendo le accuse non tanto velate, che il sindaco muove anche a chi ha governato prima di Alemanno che, secondo Morassut «ha finanziato tanti lavoretti sotto soglia, di scarsa qualità». Sbaraccando, aggiungiamo noi, con grande vanto l’appaltone Romeo per la manutenzione stradale, giusto per dare un segno di discontinuità da Veltroni. Ma l’onorevole del Pd non lesina critiche anche ad Ignazio soprattutto quando lamenta di non aver gli strumenti per leggere il sistema idrografico romano. «Deve attuare il Prg -gli intima Morassut- se guardasse l’articolo 2 delle Norme Tecniche del Prg troverebbe scritto che il Piano è accompagnato da un apparato di studi, documenti e cartografie scientifiche sul sistema geologico e idrogeologico da riempire una stanza. È tutto informatizzato. E ci sono documenti pure sul rischio sismico,…. ». Guarda Ignazio, sembra dirgli l’ex assessore, che il Prg di Veltroni ce l’hai e pure gli strumenti di intervento decisivi soprattutto nelle periferie. Un patrimonio di esperienze che il marziano non parrebbe tener in gran conto. Un pò nella sua  diatriba con il Pd (a suo avviso vecchio e screditato), ma soprattutto in nome del Suo radicale rinnovamento del quale in 9  mesi di governo si perdono le tracce. Una diatriba che nei prossimi giorni potrebbe esplodere in tutta virulenza se risultasse vera la notizia che il capo della sua segretaria, lo zingarettiano Enzo Foschi,  starebbe per essere dimissionato e lasciare il posto a Mattia Stella oggi coordinatore del programma, ma soprattutto nel ‘cerchio magico’ dei ‘prescelti’ dal sindaco.

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