Comune di Roma, nessun taglio agli stipendi. Troppi soldi ai dirigenti

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Tagli agli stipendi no, concertazione con i sindacati si. Questa in sintesi la risposta del vice sindaco Luigi Nieri alle voci riprese questa mattina riprese da alcuni organi di stampa, sulla eventualità di tagli agli stipendi dei comunale che avevano suscitato un diluvio (tanto per restare in tema) di commenti, critiche ed illazioni. Nieri ha spiegato invece che il Campidoglio è impegnato  «non solo a preservare i livelli retributivi del personale, ma a programmare una piena valorizzazione dei dipendenti con un piano di razionalizzazione e innovazione della macchina amministrativa.»

UNA NUOVA DISCIPLINA. Si tratta della  nuova disciplina organizzativa che prevede un decentramento anche territoriale delle funzioni che lo stesso Nieri definisce «il nuovo piano regolatore delle politiche del personale.» Se ne discuterà domani con i sindacati. Eppure in mattinata sulla vicenda era intervenuto con una interrogazione anche il consigliere del Pd Marco Palumbo che richiamava il contratto nazionale dei lavoratori capitolini scaduto dal 2009 al quale potrebbero essere applicate le condizioni restrittive della la spending review, solo alla fine del 2014. Insomma, il tabù dei livelli retributivi dei comunale rimane ancora inviolato.

LA DENUNCIA. Qualche grattacapo a Marino potrebbe invece derivare al sindaco dall’esposto alla Procura dei Fratelli D’Italia  per denunciare assunzioni «pilotate» al Comune  attraverso «bandi identikit». Finisce così sul tavolo della Procura della Repubblica una denuncia che chiama in causa l’Amministrazione. L’esposto chiede di fare chiarezza sul caso dell’assunzione del dirigente all’ufficio “Adeguamento della disciplina regolamentare e contrattuale decentrata dell’ente alla riforma dell’organizzazione e del lavoro pubblici”, Giuseppe Canossi assunto tramite un bando «tagliato su misura per una persona già precedentemente individuata dall’amministrazione».

4 MILIONI PER LE NOMINE. Il capo gruppo dei “Fratelli” Fabrizio Ghera denuncia che da luglio ad oggi sono stati oltre 100 le nomine e affidamenti di incarichi per un totale di 4 milioni di euro impegnati «mentre restano appesi ben 22 concorsi». Ghera punta  il dito anche sulle maxi retribuzioni dei capi staff che ammontano spesso al triplo degli emolumenti degli assessori. La minoranza promette battaglia anche sui 22 concorsi aperti. Anche in questo caso i Fratelli hanno presentato  una denuncia-querela lo scorso 30 gennaio 2014.

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