Maltempo, ora Ignazio Marino chiede lo stato di emergenza

Il sindaco avanza una richiesta alla Regione Lazio per ottenere dei contributi dallo Stato

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MARINO MALTEMPO

Il Centro Funzionale della Regione Lazio ha aggiornato poche ore fa le previsioni disponibili sulla situazione meteo esaminando il livello di saturazione del suolo dovuto alle abbondanti piogge. Quindi ha emesso un avviso di criticità idrogeologica ed idraulica valida dalle ore 14 di oggi e per le successive 24-36 ore. Il quadro che ne risulta vede un codice d’allarme elevato (arancione) per il  bacino medio Tevere, il bacino zona di Roma, il bacino dell’Aniene, il bacino del Liri. Codice giallo di livello inferiore invece  per i bacini costieri nord, Appennino di Rieti; bacini costieri sud.

LA LETTERA – La Sala Operativa regionale ha allertato il  Sistema di Protezione Civile Regionale anche se già sabato scorso Nicola Zingaretti aveva decretato lo stato di calamità regionale, ma nel pomeriggio il sindaco di Roma Ignazio Marino gli ha richiesto di decretare  lo stato di emergenza per ottenere “interventi straordinari da parte dello Stato” come ha già fatto il governatore Rossi per la Toscana. Nella lettera si spiega che la gravità della situazione diviene sempre evidente “mano a mano che le zone emerse dai residui alluvionali sono in condizioni di mostrare gli effetti della forza distruttiva delle acque”, mentre “le infrastrutture civili evidenziano il proprio stato di danneggiamento per molti versi irreversibile”.

LE ZONE PIÙ COLPITE – Il Sindaco ricorda che a fare le spese dell’ondata di maltempo sono state le zone site a Nord e a Ovest della città” dove si sono verificate anche frane e  smottamenti che hanno reso le strade impercorribili e le infrastrutture civili non utilizzabili. A questa situazione di grande disagio  dovuta  agli insediamenti sommersi dalle acque e alla “evacuazione di 150 nuclei familiari”, ci sono   “migliaia di persone rimaste nelle proprie abitazioni rese oggettivamente impraticabili”. Oltre, sottolinea Marino ai danni agli insediamenti commerciali e produttivi “ridotti nella impossibilità di operare” e alle “strutture sportive e ricreative sul Tevere gravemente danneggiate”. Lo stato di emergenza, una volta dichiarato, consentirebbe non solo di quantificare i danni come peraltro già previsto dallo stato di calamità dichiarato dalla Regione, ma di impegnare direttamente ingenti risorse dello Stato già per interventi di “emergenza” con procedure più rapide.

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