Cortei a Roma, Foschi parla e la stampa fa l’“indignada”

Il segretario di Ignazio Marino esprime le sue opinioni, scatenando la reazione del sindacato cronisti

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Povero Enzo Foschi, ha osato toccare la corporazione e la corporazione lo mette sotto schiaffo. Quale orribile delitto ha compiuto il segretario del sindaco tanto da suscitare la sdegnata reazione dell’associazione di cronisti romani? Ha detto, grosso modo, che i veri black block presenti alla manifestazione ‘antagonista’ di domenica, stavano fra quei cronisti che si attendevano lo scorrere del sangue per le strade di Roma. Apriti cielo!

Eppure l’informazione precedente ai giorni della manifestazione non era stata certo rassicurante. Esempio, l’inseguimento di quattro barboni al mercato del Pigneto era divenuta una caccia ai ‘presunti’ anarchici incappucciati. Mentre il fermo di altri pochi provenienti dalla Francia veniva presentato come il sintomo del prossimo dilagare di tute nere verso la Capitale. Nessuno, dico nessuno, ha accennato alla possibilità che gli antagonisti organizzassero un proprio servizio d’ordine per isolare i violenti. Forse a qualche nostro lettore non sarà sfuggita la sequenza televisiva dell’esaltato armato di bastone che a porta Pia si stava avventando verso la polizia, bloccato e ‘cordato’ di botte dai suoi compagni. Certo gli incidenti ci sono stati davanti al Ministero delle Finanze, ma tutto sommato contenuti dalla sovrana calma delle forze dell’ordine.

Mentre il clima creato dai media era diverso, già a partire dal giovedì precedente, con la manifestazione dei Cobas a San Giovanni e lo sciopero dei trasporto pubblico il venerdì successivo. Risultato; corteo disciplinato da Piazza della Repubblica e sciopero molto, ma molto parziale dei mezzi, anche grazie all’appello di Marino accolto dalla Usb per sospendere lo sciopero nella fascia oraria dalle 20. Eppure quel venerdì il traffico automobilistico della Capitale  era sorprendentemente ridotto quando non scarso. Dal che si deduce che molti romani o hanno colto l’occasione per starsene a casa, oppure sono stati condizionati dalle nefaste previsioni dei media.

Ansia dissolta con la successiva vittoria della Roma sul Napoli che ha creato (per laconica) un terrificante ingorgo per alcune arterie quali il lungotevere fra clacson sciarpe ecc. ecc. Forse Foschi può aver esagerato, ma è indubbio che alla luce di quanto poi è successo i media non hanno tranquillizzato l’opinione pubblica, talora mal comprendendo la natura delle manifestazioni. Una, a san Giovanni, sindacale, l’altra a porta Pia per la casa, contro la precarietà ed in via subordinata contro la TAV. C’è poi qualcosa di ancora più sottile sui titoli odierni di alcuni giornali. “Danni per due milioni” scrivono, salvo poi scoprire che non si tratta di vetrine o altro spaccato, bruciato o divelto, ma di mancati incassi (eccetto la birra, osiamo desumere). E ancora: “i residenti si lamentano del presidio a Porta Pia” area periferica fittamente popolata da lavoratori, pensionati, famiglie e bambini in tenera età.

In fondo davanti il toro di Wall Street, nel cuore di quella tranquilla cittadina che è New York, gli antagonisti, anche loro, di Occupy ci sono stati quei due mesi prima di essere sgomberati dalla polizia di quella città, notoriamente tenera. E infine, se il cronista entro i limiti del codice penale e della legge sulla stampa può esternare quello che vuole in accordo con la linea editoriale della testata, perché il segretario del sindaco Enzo Foschi deve venir linciato per le sue opinioni? Dai ragazzi, siamo seri, non facciamo gli indignados. Fare cronaca è sempre un pò sporcarsi le mani.

P.S. come mai i grillini non erano ufficialmente presenti alla manifestazione degli antagonisti dopo che i loro capi un giorno si e l’altro pure rompevano le palle in Val di Susa? Chiedere a Beppe e Casaleggio.

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