Regione Lazio, Civita: «La prima parola ai pendolari». Ma sui binari si soffre

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Mentre nell’aula del Consiglio regionale si discuteva  delle vicissitudini del trasporto ferroviario locale, sulle banchine e nelle stazioni i cittadini pendolari hanno vissuto l’ennesima giornata di passione. Alle 11 la consigliera a Cinque Stelle Valentina Corrado presentava la mozione (approvata poi all’unanimità) ricordando i disagi che toccano «un milione di lavoratori e studenti ogni giorno», alcuni di essi erano arrivati da poco al lavoro, in grave ritardo.Come quelli della Fr2-Avezzano Roma sulla direttrice di Tivoli e Guidonia, che praticamente in diretta scrivevano sui social network: «il treno 7503 è stato soppresso, ovviamente il 24007 non è stato in grado di accogliere tutti gli utenti ammassati a Lunghezza» spiega Beatrice, una pendolare di Settecamini – «giornata di passione!!! Ora partenza da casa 7.14, ora arrivo in ufficio 9.20!!!!».Intanto, mentre alla Pisana l’ex assessore comunale Aurigemma ricordava che «basterebbe fare un chilometro e due di binari e chiudere l’anello ferroviario» per snellire il traffico su ferro della città (che novità!), nelle stazioni continuava il tam-tam dell’insoddisfazione e alle 10 Martina scriveva: «Il treno delle 7,59 sta entrando ORA in stazione. In galleria stavamo al buio». I problemi sono diversi per ogni linea e per le varie tratte urbane, periferiche ed extraurbane.E se i cittadini constatano su come «ultimamente siamo stati un po troppo teneri con Regione e Trenitalia» ma «siamo ad ottobre sono passati 3 mesi dall’incontro in Regione e non abbiamo più notizie forse è il caso di cambiare modalità», nella felpata aula della Pisana l’ex presidente Francesco Storace commentava con buonsenso: «Se approvata la mozione bisogna aprire un tavolo con i comitati e le associazioni dei pendolari» ricordando che «quello dei trasporti è un settore nel quale la partecipazione deve essere la massima possibile».In Aula l’assessore Civita ha immediatamente risposto ai consiglieri e si è rivolto anche ai pendolari: «Sui trasporti si parte da meno un milione di fondi in meno – ha spiegato – e inoltre, anche per la crisi è aumentata la domanda di trasporto ferroviario». Poi, dopo aver ricordato la situazione dei debiti della Regione è andato al punto della questione: «Ora che abbiamo normalizzato il rapporto con Trenitalia noi saremo rigidissimi sui controlli, dopodiché ci impegnerà la discussione l’anno prossimo sul rinnovo del contratto di servizio con Trenitalia. Tra le prime iniziative abbiamo riattivato l’osservatorio regionale dei pendolari e contattate le associazioni. Il mio staff ha fatto riunioni con i rappresentanti di tutti i comitati provando con Trenitalia a migliorare il servizio. La cosa non è semplice, è un lavoro in progress. Accolgo la raccomandazione dei consiglieri e vorrei che l’osservatorio fosse il luogo dove possa esserci la sintesi delle istanze dei vari comitati. Non è possibile in tutti i casi, ma la prima parola devono avercela i cittadini e le istituzioni devono ascoltarli».Infine Civita ha ricordato la necessità di intervenire sulla manutenzione e la «messa in sicurezza che possano aumentare la qualità e la sicurezza dell’offerta ferroviaria come l’eliminazione dei passaggi a livello, le tratte liberate da alta velocità e altri interventi derivanti dall’eliminazione delle lunghe percorrenze. E se avremo risorse vorremmo aumentare la frequenza dei treni». Intanto i disagi continuano: ieri gli allagamenti sulla Roma Viterbo, oggi i disagi sulla Fr2 e la Fr1.Tra guasti, soppressioni, ritardi, scuse e giustificazioni delle Ferrovie, il malessere dei viaggiatori è altissimo e i comitati torneranno sicuramente a farsi sentire, come ha detto anche Francesco su Facebook: «Io comunque adesso inizio a scrivere. A chiunque. Regione, Provincia, Trenitalia, Striscia la Notizia, giornali. Li bombardo. Siamo davvero arrivati alla frutta».