La Rai “ostaggio” di agenti, conduttori e autori

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Sono lontani i tempi quando l’alta dirigenza Rai, dopo uno show chiamava “il dottore”, il regista, considerato unico interlocutore, che deteneva le redini del programma, e che poteva decidere la sostituzione di artisti e maestranze. Giro di boa, quando una nota conduttrice del sabato sera, in contrasto con il regista che voleva sostituirla, riuscì invece a mandarlo via da un giorno all’altro.Da quel momento ebbe inizio lo strapotere dei conduttori, che spesso e volentieri, decidono la sorte di costumisti, truccatori, autori, cast. Una freddezza spietata, che però oggi la Rai cerca di arginare con difficoltà, tra le prepotenze degli agenti, la stella cadente di Lucio Presta e la rinascita di Beppe Caschetto, l’agente “del contenuto” (come ribattezzato negli ambienti), e quelle degli autori come Michele Guardì (una volta principe delle cacciate da set e produzioni), conduttrici come Licia Colò, Antonella Clerici, Lorella Landi, Flavio Insinna e Eleonora Daniele.I conduttori anche tra loro non sono dolci di sale, ad esempio Duilio Gianmaria, crocefisso quest’estate da una prepotente Benedetta Rinaldi, che spesso lo escludeva dalle conversazioni, gli parlava sopra, e sconvolgeva la scaletta delle domande, ora vuole la rivincita prendendosela con  la bella Elisa Isoardi, precisa ed elegante partner a Unomattina. Queste voci sono confermate  dal clima teso che a volte traspare dai momenti televisivi che condividono insieme. Speriamo vivamente che Gianmaria faccia sempre il galantuomo, anche perché indiscrezioni segnalano l’intenzione della rete di congedarlo per nuovi progetti e lasciare gli spazi ben divisi tra Tg Uno e Raiuno.Il pomeriggio non riesce a risollevarsi, ci ha rimesso Pietro Raschillà, rimangono al loro posto i veri autori del flop che non riescono a mantenere la linea editoriale di sobrietà dettata da Gubitosi, si ritorna a parlare di cronaca nera e di gossip. A Raidue ha ripreso vita (con una seduta spiritica) la piazza di Guardì, milioni di euro buttati per un programma peggiore di vent’anni fa! Attendiamo che la Rai e la sua dirigenza pretenda dai collaboratori sotto contratto di rispettare  le linee guida del servizio pubblico! Altrimenti aria.