Campidoglio, Ignazio Marino e la sua attrazione fatale per i fedelissimi di Alemanno

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Da tempo l’assessora capitolina al Bilancio Daniele Morgante va ripetendo un mantra sullo stato delle casse comunali: soldi non ce ne sono, si lavorerà sugli sprechi, ci vorranno sacrifici ecc. Mancano ancora i numeri che probabilmente verranno valutati in anteprima dalla cabina di regia voluta dal sindaco che comprende il vice Luigi Nieri, il segretario del sindaco Enzo Foschi ed il capo di gabinetto Luigi Fucito pronti ad addolcire la pillola per i media. L’unica certezza di Daniela è che anche nel 2014 non ci saranno risorse per fare alcunché, mentre i  ‘buchi’ di Ama e Atac pare superino le più tristi previsioni.

Così Ignazio Marino, giusto per dare un tocco di rinnovamento, alla direzione bilancio per le disastrate aziende capitoline ci mette, niente di meno che, Raffaele Marra ex ufficiale della guardia di finanza che segue Alemanno  da quando era ministro all’agricoltura. Funzionario all’Unire, promotrice delle razze equine, che ha dato al Campidoglio figure di spessore quali l’ex ad Ama Franco Panzironi ancora comodamente allocato a 200mila euro e passa annui come amministratore delegato di Roma Multiservizi.

Il percorso di Marra è più tormentato perché dopo essere stato direttore alle Politiche Abitative con l’allora assessore Antoniozzi, per incomprensibili motivi viene spedito in Rai da dove viene rimbalzato dopo qualche tempo in Regione alle dipendenze di Renata Polverini la quale, in procinto di sloggiare, lo rispedisce ad Alemanno che sotto elezioni lo piazza al Bilancio sino al 15 settembre. In tutte queste peregrinazioni e successivi distacchi non è ben chiaro se nel 2008 Marra divenne direttore alla Politiche Abitative tramite concorso o per una sorta di cooptazione sul campo. Questa redazione lo tirò in ballo per 17 alloggi abusivi destinati all’emergenza abitativa in via di Fioranello in proprietà dell’Imprenditore Amore. Vicenda per la quale attendemmo inutilmente risposta da Antoniozzi.

Chiusa la parentesi, resta il fatto che Marino non solo conferma la decisione di Alemanno, ma addirittura piazza l’ex funzionario delle razze equine in un ruolo chiave per il futuro di questa amministrazione. Se qualcuno dell’attuale maggioranza ha fatto finta di ignorare questa nomina, non passano invece inosservate altre conferme di Marino per funzionari e dirigenti che furono molto collaborativi con il suo predecessore. Tanto che ieri il capo gruppo del Pd Francesco d’Ausilio puntava i piedini lamentando su Repubblica che questo sindaco se ne va troppo per conto suo. E si, perché se Marino ha il suo cerchio magico (così fan tutti) di fedelissimi, pare riponga anche grande fiducia negli uomini dell’ex sindaco.

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Vediamo i fatti. Conferma alla ragioneria Generale Maurizio Salvi (gradito da qualcuno anche a sinistra). Pochi giorni dopo la sua elezione conferma precipitosamente alla segreteria generale Liborio Iudicello che dopo le amministrative era pronto a fare le valigie, ma del quale si parlava tanto bene anche fra esponenti dalemiani del Pd. Affida il riassetto della Vigilanza Urbana all’ex vice capo di gabinetto Giammario Nardi che Alemanno, poco prima delle elezioni, tentò di premiare con un prestigioso incarico in metro C al modico emolumento annuo di mezzo milione. Ma i repechage non finiscono qui perché nel gabinetto di Fucito ci ritroviamo Marco Battistella già consulente di Alemanno. Infine Ignazio ripesca al Cerimoniale il decaduto Francesco Piazza già fedelissimo del precedente sindaco.

A questo punto non sorprenderebbe se riapparisse in scena l’alter ego di Alemanno, quell’Antonio Lucarelli che per 5 anni ha fatto e disfatto in Campidoglio. In ambienti della maggioranza si sospetta che dietro a queste riconferme d’antan ci sia la manina del capo di gabinetto Fucito, già funzionario al Senato.  Qualcun’altro più maliziosamente insinua che Ignazio pur di non circondarsi di uomini vicini al Pd capitolino, tirerebbe in ballo anche il diavolo. E se invece degli assetti apicali della sua amministrazione al sindaco non gliene fregasse niente delegando le scelte ad altri?

Giuliano Longo