Sanità, precari in piazza: «Ridare dignità alle nostre professioni»

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Ridare dignità alla professione medica e porre fine alla politiche di attentati che da anni ne stanno mettendo a serio rischio il normale e corretto esercizio. È questo il motivo dello sciopero unitario della Sanità, che oggi vedrà oltre 115 mila medici e veterinari dipendenti e 20 mila dirigenti sanitari, amministrativi, tecnici e professionali del Ssn incrociare le braccia su tutto il territorio nazionale per quattro ore all’inizio di ciascun turno.

«La situazione odierna – ha spiegato Costantino Troise, segretario nazionale di Anaao Assomed, nella conferenza a Roma presso l’Enpam – impone lo sciopero per fermare azioni scellerate che rischiano di avvilire e avvelenare non solo l’intero Ssn, ma anche gli stessi cittadini. Basta pensare, continua, ai pronto soccorso "trasformati in reparti degenza dove al posto dei posti letto ci sono i posti barella o posti scrivania", dove il personale sanitario è sempre più precarizzato. Oppure basta fare un giro tra i giovani, che sempre più vanno scappando da questo Paese, cercando occasioni di formazione professionale e di lavoro, poiché insoddisfatti di un sistema formativo appaltato all’università che ha il monopolio ormai da decenni".

In questo quadro, ha continuato, s'inserisce "il blocco scellerato del contratto che il Governo si appresta a preparare, che non solo prolunga la proroga di un anno ma invia un contratto di lavoro a tempo da definirsi – ''sine die'' – perché non c''è alcuna certezza che, nel 2015, si riapra la stagione contrattuale che è – ha ricordato Troise – bloccata da cinque anni, provocando ingenti danni al Ssn, ingessandolo e portandolo alla morte. Per tali motivi, – ha proseguito –  al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, abbiamo chiesto la definizione di un contratto senza oneri per la finanza pubblica e la cessazione dei blocchi messi in atto dall’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel 2010». Ma non solo. «Abbiamo chiesto, consapevoli del peso che la categoria medica e sanitaria ha nel garantire il diritto alla salute dei cittadini, di essere coinvolti direttamente nella questione ''Patto della Salute'', di parteciparvi da protagonisti. Non si può parlare dei medici senza coinvolgere i medici. Con lo sciopero nazionale – ha concluso – vogliamo dire ''basta'' a questo stato cose, pensando anche ai cittadini. Naturalmente, se non vedremo rinnovare i contratti di lavoro, la protesta si inasprirà».

Migliaia anche i dipendenti romani. «Stop ai tagli indiscriminati dei servizi sanitari e alla malagestione degli ultimi anni che ha solo sperperato risorse». L'intersindacale della Dirigenza sanitaria del Lazio scende in campo compatta e aderisce in blocco allo sciopero nazionale della sanità di lunedì, chiedendo a voce alta di sbloccare subito i contratti per gli operatori della sanità, così com’ è stato fatto per la categoria dei magistrati, risolvere il dramma del precariato e la gravissima esposizione al rischio professionale che non tutela nè medici nè pazienti.