Umberto I, settecento dipendenti a rischio: «Pronti alla mobilitazione»

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Non si placano le polemiche al policlinico Umberto I. Venerdì i sindacati sono tornati sul piede di guerra contro il mancato rinnovo dei contratti dei precari.

«Nonostante l’accordo raggiunto in sede regionale il 19 dello scorso mese che porterà alla nuova regolamentazione finalizzata alla soluzione dell'annosa questione dei servizi esternalizzati diretti alla assistenza alla persona – si legge in una nota – il sindacato vede ancora la direzione generale dell'azienda restia alla proroga dei contratti in essere e in scadenza il 31 luglio. Tale proroga riguarda circa 700 lavoratori che da oltre 10 anni sono impegnati nella assistenza diretta ai cittadini e senza i quali verrebbe bloccata l’intera attività assistenziale del policlinico con gravissime ripercussioni sui Lea.

Nel caso in cui nel corso del prossimo incontro previsto per il giorno 23 luglio non si dovesse trovare soluzione alla proroga dei contratti dei lavoratori continua la nota – Cgil, Cisl e Uil metteranno in campo tutte le iniziative di lotta a tutela dell’occupazione e degli interessi degli utenti».

Proprio lo scorso mese 160 pazienti erano in fila per un prelievo del sangue. Erano malati in terapia anticoagulante. I primi 60 sono stati serviti dal personale medico e infermieristico, ma in coda ne sono rimasti ancora molti altri. Peccato che i "luer", i cartoncini di plastica che vengono applicati alla siringa per poter effettuare quel tipo di prelievo, erano terminati. Si è scatenata la rivolta; i dipendenti del policlinico hanno cercato, in tutti i modi, di sedare gli animi, ma i pazienti non hanno sentito ragioni.