Atac, decaduto il cda

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Era nell'aria che con il cambiamento delle danze in Comune anche i vertici delle municipalizzate sarebbero stati rivisti se non proprio azzerati. Così sta accadendo per l'Atac azienda che, dopo il dimissionamento di Carlo Tosti a metà del settembre scorso da parte di Alemanno, fu affidata all'ex amministratore delegato di Risorse per Roma Roberto Diacetti che di trasporti non è che avesse una grande esperienza.

D'altra parte se risanare una azienda disastrata come quella del Tpl capitolino in pochi mesi sarebbe stata “mission impossible” per chiunque, non è che Diacetti abbia lasciato un'impronta manageriale di alto livello decisionale. Così nel primo pomeriggio di venerdì l'agenzia Dire ha battuto la notizia che il Cda di Atac è decaduto. Infatti due dei quattro consiglieri in carica, Roberto Massaccesi e Giovanni Serra, hanno rimesso il loro mandato.

Inoltre Patrizia Del Vecchio, moglie dell’ex vice capo di Gabinetto di Gianni Alemanno, Giammario Nardi era uscita di scena una decina di giorni dopo che la nomina last minute del marito al colllaudo (sic) metro C per soli 500mila euro l'anno, era stata bloccata senza tante storie dal nuovo sindaco Ignazio Marino. Di conseguenza, anche se non ufficialmente, il Consiglio di amministrazione dell’azienda decade perché tre consiglieri su cinque non sono più in carica.

Lo scioglimento del Cda è avvenuto lo stesso giorno in cui l’amministratore delegato di Atac, Roberto Diacetti, aveva affermato di «aver rimesso il mandato nelle mani del sindaco per una rinnovata fiducia o un avvicendamento in tempi brevi». Anche se sulla rinnovata fiducia a Diacetti si può avanzare qualche dubbio.

Gl