Odissea metro, Roma transennata ostaggio dei cantieri

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Non si può certo dire che la futura linea C della metropolitana si prepari a veder la luce sotto gli auspici di una buona stella. Tra cavilli burocratici, bufere, ritrovamenti archeologici, cittadini esasperati e commercianti sul piede di guerra, il nuovo percorso sotterraneo che taglierà la città da nord-ovest estendendosi fino alla periferia est al di là del raccordo, costata oltre 5 miliardi, non vuol saperne di emergere dagli eterni cantieri che la sovrastano dal 1990, anno in cui, tra l'entusiasmo generale, ebbero inizio i lavori.

E così la capitale, nel cuore della stagione più calda e probabilmente più difficile per la viabilità, si trova a fare i conti con una vera e propria “sindrome da cantiere”, costretta a districarsi non soltanto nel solito groviglio di ruspe e scavatrici sparse per le vie del centro, ma anche a destreggiarsi tra le numerose deviazioni provocate dai lavori per la realizzazione della linea C che paralizzano la città dal centro alla periferia.


 

All'indomani della bufera scatenata dalla scoperta di una talpa necessaria per scavare le gallerie ferma da quasi due anni nei sotterranei di via Taranto, sotto San Giovanni, in seguito al ritrovamento di una villa romana, dopo il disappunto della Regione a fronte del notevole aumento dei costi dovuto al protrarsi dei lavori, ci mancava solo la querelle sul primo tratto della nuova metro C che dovrà collegare Pantano a Centocelle. Questo percorso, contrariamente alle entusiasmanti aspettative dell'ex sindaco Alemanno che ne prevedevano l'apertura entro il mese di luglio, vedrà slittare la fine dei lavori a giugno 2014, come anticipato dal nuovo assessore alla mobilità Guido Improta, dal momento che non sono ancora terminati i collaudi e urgono nuovi interventi sulla struttura.

Una questione, quella relativa alla nuova linea C, che coinvolge non soltanto l'omonima società che sta realizzando l'opera, ma anche il ministero dei Beni delle attività culturali e quello dei Trasporti. Tuttavia i più colpiti da questa interminabile odissea sono soprattutto cittadini e commercianti, questi ultimi esasperati e costretti a fare i conti con i disagi arrecati da ruspe e attrezzi da cantiere che occultano letteralmente le vetrine dei negozi, mettendo in fuga i clienti ed inducendoli a fare shopping altrove.


 

«C'è già la crisi, molti rischiano di non farcela. Il Comune ridia forza alle imprese colpite» è il monito lanciato dal presidente della Confesercenti di Roma Valter Giammaria, mentre Claudio Ralli, delegato Confcommercio, non esclude, in futuro, azioni risarcitorie. «Vi sono aziende che hanno preferito già spostarsi in altri luoghi» ha ribadito Ralli, mentre i gestori di esercizi commerciali nei pressi di San Giovanni e delle aree interessate dai cantieri, temono che il rumore, le ruspe e gli scavi si ripercuotano sulle loro tasche.

E mentre i Fori si apprestano a diventare isola pedonale, pronti ad accogliere migliaia di turisti che dovranno farsi largo a suon di slalom tra i cantieri allestiti per la realizzazione della metro C all'ombra del Colosseo, lunedì partiranno gli scavi in via Casilina. A partire dalle 22 fino alle 5 di martedi e dalle 22 di mercoledi 24 luglio alle 5 di giovedi, infatti, la strada sarà chiusa al traffico tra via Peresio e via di Torre Spaccata con conseguenti deviazioni delle linee 105 e N18. Nella mattinata di ieri, invece, la Polizia di Roma Capitale ha provveduto alla chiusura della carreggiata destra di Viale Manzoni per consentire a Metro C la messa in opera dei new-jersey lungo i binari del tram. Promiscua quindi, da ieri, la corsia preferenziale dei mezzi pubblici nella stessa direzione. Buone notizie gingono, invece, dal fronte della linea A della metropolitana. È iniziata ieri, infatti, la seconda e conclusiva fase dei lavori di ammodernamento della linea nel tratto Flaminio-Lepanto, che terminerà nel gennaio 2014.


 

«I lavori – spiega in una nota Roma metropolitane – saranno effettuati senza interruzione del servizio della metropolitana e saranno finalizzati ad alcuni interventi di mitigazione dei rumori in corrispondenza del ponte Pietro Nenni sul Tevere, attraverso il montaggio di pannelli fonoassorbenti. Sarà inoltre installata una copertura con pannelli di vetro stratificato di sicurezza sulla sede ferroviaria all'aperto e agli imbocchi in galleria».

Samantha De Martin