Suicidi e truffe a Laurentina: sos case popolari

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Il quarto suicidio per lancio dal balcone nel quartiere Tor Pagnotta, zona Laurentina a ridosso del Raccordo Anulare, è il sintomo di un male oscuro che serpeggia in questa città e miete vittime tra chi, giunto allo stremo delle forze, decide di farla finita in modo eclatante, davanti al pubblico e ai vicini di casa.

La crisi economica ma anche sociale e di valori colpisce più duro nei mega dormitori delle periferie romane, dove chi non ce la fa non ha riferimenti né aiuto. E' qui che nello sbarcare il lunario la voce “mutuo” o “affitto” ha il peso maggiore e se nelle principali capitali europee le istituzioni aiutano, non si può dire lo stesso per Roma, dove un “Piano regolatore” ha concesso “cubature” soprattutto ai privati lasciando che le rare leggi promulgate a tutela dei più deboli venissero disattese. Così a Roma chi ha bisogno di una casa deve indebitarsi a vita rivolgendosi ai privati, perchè le case popolari non si fanno e se ci sono, come quelle degli Enti, si affittano e vendono a prezzi di mercato, senza rispettare i bassi prezzi previsti per l'edilizia residenziale pubblica.

Capita così che per tante persone e famiglie inizi un calvario che porta a conseguenze molto pesanti: è il caso di Francesca inquilina Enpaia di via Croce zona Montagnola che nel 2009 si è ritrovata con l'affitto portato da 300 a 1200 euro mensili, un aumento per lei insostenibile, a tal punto che, nonostante il tentativo di aiuto da parte di parenti, Francesca è piombata in uno stato di agitazione tale da procurarle un infarto. Vicini e parenti parlano di crepacuore e un caso simile è accaduto in un'altro mega quartiere di periferia, a Tor de Cenci, dove Antonio, un dipendente delle Poste che aveva condotto grandi battaglie per gli alloggi di servizio, ottenendo con una causa la restituzione delle somme indebitamente versate in eccesso, si è visto in seguito recapitare lo sfratto e la tensione continua per tutelare inquilini e famiglia gli ha procurato due infarti. Tra i tanti casi di disagio nei quartieri popolari in zona Laurentina, si segnalano tante famiglie che per tagliare le spese non iscrivono i figli alle attività sportive o rinunciano alle vacanze che, se va bene, si riducono a qualche coupon tratto a saldo su internet.

La storia più eclatante quella di una famiglia che, dopo aver pagato tre volte il prezzo di una casa di edilizia popolare spacciata per residenziale, rivoltasi inutilmente agli uffici comunali e regionali preposti al controllo, si è vista recapitare un pignoramento da centomila euro per una casa che cade a pezzi nonostante il finanziamento regionale fosse finalizzato a qualità e durata dell'edificio. Sul caso sta indagando la Procura che ha già sequestrato 400 immobili di edilizia popolare finanziati dalla Regione, ma affittati a prezzi di mercato da esponenti di società e coop ai quali la Finanza ha bloccato conti correnti milionari; sotto inchiesta anche funzionari comunali e regionali. Al di là della Procura si attende ora un doveroso intervento di Comune e Regione, soprattutto a tutela delle famiglie truffate.

Silvio Talarico