Giunta comunale, Marino alla sfida delle mediazioni

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Si fa tanto can can sulle prossime nomine di Marino per la sua giunta e già qualcuno insinua che i tempi si allunghino a causa della difficoltà a mettere d’accordo tutte le componenti della maggioranza che ha garantito la vittoria del sindaco.

I numeri delle cosiddette nomine politiche, ovvero quelle non tecniche e che fanno riferimento ai partiti della coalizione vincente, si accorciano e si allungano a seconda dei gossip raccolti dai commentatori. Quindi inizialmente si parlava di sei nomi, 4 in quota Pd e 2 Sel, numero che andava restringendosi qualche giorno dopo sino 4 a 1, o addirittura 2 a 1 come i più maligni insinuavano ieri.

Comunque tutti eletti in Consiglio con l’eccezione di Foschi ex consigliere regionale che ha svolto un ruolo molto attivo nel comitato elettorale di Marino. Che Ignazio non sia un prodotto partitico in senso stretto non è una novità, tanto che Goffredo Bettini non perde occasione per sottolineare la diversità e l’originalità del chirurgo rispetto agli intrecci, alle consuetudini e ai bizantinismi della politica Romana: un marziano come ebbe a definirlo Alemanno.

Può essere che dopo la vittoria Marino mantenga un certo retrogusto amaro nei confronti del Pd che non lo avrebbe sostenuto con entusiasmo come ebbe modo di dichiarare nel corso della sua intervista all'Espresso prima del ballottaggio. Salvo poi tessere le lodi di Nicola Zingaretti che l’ha sostenuto con lealtà anche organizzativamente mettendolo in condizione di far lavorare il comitato elettorale. Non sorprende che il neo sindaco stretto fra l’impegno a dare ampio spazio alle quote rosa e la necessità di reclutare tecnici per la sua giunta finisca per limitare le poltrone destinate ai partiti. Un pò sul modello che Nicola Zingaretti ha imposto alla giunta regionale ma con le differenze istituzionali del caso e con l’aggravante (per Marino) che gli emolumenti riservati agli assessori regionali sono ben superiori a quelli dei loro omologhi capitolini.

Tant' è vero che qualche “tecnico” dato per la maggiore, oggi parrebbe sfilarsi dalla proposta del sindaco. Parliamo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Editoria, Giovanni Legnini che avrebbe dovuto andare al bilancio e del direttore di Radio3 Marino Sinibaldi alla cultura. Come Marino chiuderà il cerchio è difficile prevedere nonostante la ridda di voci, ma puntare il dito sui tempi che gli occorrono è fuorviante. Infatti se facciamo un passo indietro di cinque anni notiamo che Alemanno vinse il ballottaggio su Rutelli il 28 aprile e costituì la sua giunta solo il 19 maggio. Allora nominò 5 assessori di An, 3 di Forza Italia, 3 tecnici, più Mario Cutrufo vicesindaco. Insomma Marino starebbe lavorando in un range di tempo più che normale soprattutto se scioglierà il nodo delle nomine agli inizi della prossima settimana. Più credibile è una certa spigolosità del chirurgo non avvezzo alle mediazioni estenuanti della politica politicante e più propenso a lavorare con il decisionismo della sala operatoria in emergenza. Che non sarebbe un gran male (anzi) per la città, o quanto meno per gli elettori di Marino, che sia pur nei limiti di un inusitato astensionismo, dal nuovo sindaco si attendono il radicale rinnovamento promesso.

Per quanto riguarda la macchina burocratica e le municipalizzate Marino ha raffreddato ogni ipotesi di immediati ribaltoni ai vertici, anche se la collaborazione con il capo in pectore della segreteria del sindaco ed ex assessore di Chiamparino, Roberto Tricarico potrebbe far spirare qualche gelido spiffero sabaudo nella risistemazione della burocrazia capitolina. Intanto se ne va il direttore della protezione civile Tommaso Profeta forse in rotta verso il ministero dell’interno, sostituito pro tempore dall'avv. Altamura, mentre il segretario generale del Comune Liborio Judicello, in carica dal settembre 2008, rimane al suo posto. Probabili invece i cambiamenti almeno fra i vice capo di gabinetto che dovrebbero venir selezionati sulla base di effettive competenze professionali.

Giuliano Longo