Estate Romana, Marino trova i fondi

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Nella Capitale l’estate è arrivata in anticipo di qualche giorno, malgrado solo domani si entrerà ufficialmente nella stagione più calda dell’anno. Come se non bastassero le alte temperature che mandano in tilt i termometri, a rendere ancora più rovente il clima che si respira in città sono i ritardi (e le polemiche di rito) che riguardano il regolare svolgimento dell’Estate Romana, la tradizionale manifestazione nata alla fine degli Anni ’70, quando a governare Roma erano le giunte di sinistra guidate da Gian Carlo Argan e Luigi Petroselli e ad amministrare l’assessorato alla Cultura era l’architetto Renato Nicolini.

“Colpa”, dicono gli organizzatori, dell’ex sindaco, Gianni Alemanno, e dell’ex assessore alla Cultura, Dino Gasperini. I quali hanno pubblicato il bando per la partecipazione alla kermesse solo il 7 maggio scorso, con scadenza fissata a poco più di venti giorni dopo, il 28. Nel documento è scritto che «l’Amministrazione Capitolina procederà al finanziamento delle iniziative selezionate, solo successivamente al reperimento delle necessarie risorse economiche». Tradotto: non vi è la certezza della copertura finanziaria. Al tempo, Alemanno bollò le polemiche in questione come «strumentali», parlando di «chiacchiere inutili» e negando l’esistenza di qualsiasi ritardo organizzativo.

Ovvio che il caso, una volta terminata la gestione del centrodestra in Campidoglio, sia finito sul tavolo del nuovo inquilino, Ignazio Marino. Il quale ieri, nel corso della “Giornata in memoria di Renato Nicolini”, a Montecitorio, ha rassicurato tutti: «L’Estate Romana ci sarà, grazie ai fondi che abbiano appena reperito. Musica, cinema e teatro: il programma verrà diffuso nelle prossime ore. Nicolini sarà contento che la sua creatura continuerà ad esistere».

Sospiro di sollievo. Il vero nodo, afferma a “Cinque Quotidiano” Dario Nanni (Pd), ex consigliere comunale rieletto alle ultime elezioni, è «che prima di noi al governo c’era qualcun altro che si è ricordato all’ultimo momento di pubblicare il bando e ora ne paghiamo le conseguenze. Gli operatori ci chiedono un riscontro. Aspettiamo la giunta – conclude Nanni – e speriamo di soddisfare tutti». «Abbiamo risposto al bando lanciato a maggio da Gasperini, siamo in attesa degli esiti e confidiamo che Marino onori l’impegno che ha assunto con le ventidue associazioni che compongono il comitato Estate Romana.

Nel frattempo abbiamo allestito e inaugurato la ventesima edizione di “Roma Incontra il Mondo”, a Villa Ada: siamo aperti e funzionanti», commenta Alberto Giustini, numero uno romano di Arci, Associazione ricreativa e culturale italiana. Quello di Alemanno e Gasperini, prosegue Giustini, «è stato un errore significativo che ci ha profondamente irritato. Abbiamo avuto la massima comprensione per l’ex primo cittadino, consapevoli che da anni gli enti locali, Roma compresa, vivono in condizioni di emergenza.

Ciò che non ci è piaciuto è il fatto che, a fronte della nostra richiesta di far uscire il bando nel mese di gennaio, lo stesso sia stato pubblicato cinque mesi dopo praticamente senza copertura finanziaria. Quando ci sono persone che mancano di professionalità e non si rendono conto di ciò che dicono e scrivono – attacca il presidente di Arci Roma riferendosi al contenuto dell’atto – non si arriva a capire che il problema non riguarda solo i soldi ma è, soprattutto, autorizzativo. Pensi: l’assessorato che si occupa di ville e giardini scrive che non mi può fornire il certificato di impatto acustico perché non ha la sicurezza che rientri nel contenitore “Estate Romana”, mentre il gabinetto del sindaco risponde che ne faccio parte dal 12 giugno. C’è una certa confusione, come può capire…».

Facendo un balzo ad appena dodici mesi fa c’è poi la questione che riguarda le subconcessioni delle banchine tiberine pagate a peso d’oro da alcuni imprenditori: un’altra brutta storia che coinvolge tre associazioni, sulle quali sta indagando la Procura di Roma dopo la denuncia di Nathalie Naim, consigliere uscente del I Municipio. 

Giorgio Velardi