Pride, «vogliamo le unioni civili». Polemica conclusa

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«Presentiamo al sindaco Marino una proposta per fare di Roma la Capitale dei diritti. Speriamo in un registro per le unioni civili come promesso in campagna elettorale». Si è conclusa con queste parole di Fabrizio Marrazzo, portavoce dei Gay center sabato pomeriggio prima della partenza del Gay pride 2013, la polemica sulla mancata partecipazione del sindaco Marino.

«Vogliamo promuovere la cultura contro il bullismo- ha aggiunto Marrazzo- ed una nuova cultura cittadina inclusiva delle differenze.  Dal fronte del Comune il discorso e chiaro e a spiegarlo è Luigi Nieri: «La polemica è finita ieri quando abbiamo fatto sapere che il Comune sarebbe stato presente al corteo. Ora dobbiamo lavorare per fare di Roma la capitale dei diritti. Se faremo un registro delle unioni civili? Faremo tutto».

Già  alla vigilia della manifestazione Ignazio Marino si era espresso con queste parole:«Roma deve diventare una capitale dell'accoglienza e dell'uguaglianza, in cui nessuno possa mai più sentirsi offeso, né marginalizzato e dove la cultura del rispetto rappresenti un valore non negoziabile. Una Capitale dei diritti da costruire insieme».