Campidoglio, in piazza i sostenitori di Alzetta

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Venerdì mattina in Campidoglio un gruppo di cittadini, sostenitori di Andrea Alzetta (ai più noto come “Tarzan”), si è ritrovato in piazza per manifestare appoggio all'esponente di Sinista e Libertà, escluso per “incandidabilità accertata” dal Consiglio comunale. Alzetta ha presentato un ricorso e la vicenda sembra essere appena all’inizio. Lui classe 1968, consigliere uscente e uno dei protagonisti della vita politica della città, sostenuto dai comitati come quelli per l’acqua pubblica e dei  movimenti per la casa, è al centro di una vicenda intricata.

Infatti, pur essendo stato votato da 1700 cittadini diventando il quarto eletto a Roma nel partito di Nichi Vendola, l’ufficio centrale elettorale del comune lo ha dichiarato non eleggibile, poichè grava sulla sua fedina penale una “condanna definitiva a una pena non inferiore ai due anni di reclusione” (come dice il decreto legislativo 235/2012 articoli 12 comma 4 e 10 lettera E). La condanna deriva dagli scontri del 1990 davanti il parlamento in segno di protesta contro l’attentato alla moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme. Ieri in piazza sono apparsi striscioni di solidarietà come “le lotte sociali non si criminalizzano” o “vogliamo i diritti al governo”. I manifestanti hanno cantato slogan per richiamare l’attenzione sul rispetto del  voto. «C'è una palese ingiustizia che contraddice la storia di questo Paese. Alzetta rappresenta una storia ed è stato votato per questo. Si deve tenere conto di questo e la decisione presa sembra più dettata da una logica di vendetta. Si può non essere d'accordo con quello che rappresenta Alzetta, ma va rispettato un principio della Costituzione, che è stata scritta da gente che era stata in galera» ha spiegato il deputato Marco Miccoli.
 
La questione appare controversa, se è lo stesso Alzetta a spiegare che la sua condanna fu a due anni esatti, con la pena sospesa e che come lui stesso ha spiegato «sarebbero da sommare sei anni sin dal 1996 e quindi io sarei stato incandidabile fino al 2002». I fatti risalgono infatti al 1990 e la condanna al 1996. Ora la vicenda dell’incandidabilità assegnerebbe il seggio all’Assemblea Capitolina alla presidente di Gay Project Imma Battaglia. Lei ha subito dichiarato che preferirebbe lasciare il posto ad Andrea piuttosto che entrare così in consiglio comunale.
 
Per ora c’è il ricorso e la questione resta aperta: da Sel il segretario Torricelli ha parlato di «danno per la democrazia» e ha spiegato il valore dell’iniziativa politica di Tarzan a Roma. «Alzetta è il rappresentante di vertenze fondamentali per la città di Roma, come quelle legate all’emergenza abitativa. In questo quadro il suo personale successo elettorale e quello del movimento di cui è espressione  ne sono la dimostrazione: un riconoscimento chiaro ed inequivocabile che gli viene accordato dai cittadini.  Sinistra Ecologia Libertà lo ha inserito nella propria lista proprio per consentire a quei cittadini di avere voce nel governo della Capitale».
 
cq