Marchini: «Berlusconi? Non lo vedo da anni»

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«In questi ultimi cinque giorni dopo aver detto chiaramente ciò che ritenevo giusto e coerente affermare, ho deciso di lavorare in silenzio. Ogni cosa ha il suo tempo – c'è anche quello dell'ascolto e dell'analisi – e non bisogna aver paura del silenzio». Così parlò Alfio Marchini poco prima del ballottaggio e dopo una settimana dal primo turno di voto. Il prosieguo di quel discorso indusse a credere i più solerti commentatori che Alfio alludesse ad un indiretto endorsement per la candidatura di Ignazio Marino stravincitore del ballottaggio. Ma quella pausa di meditativa solitudine non ha convinto il quotidiano La Repubblica che ieri annunciava in pagina nazionale che  alcuni giorni fa Berlusconi avrebbe contattato personalmente Marchini, per complimentarsi del risultato e sondarne gli umori.

Ma soprattutto apprezandone la neutralità tra il primo e il secondo turno, quando, di fatto, Marchini è scomparso dai radar della competizione. Insomma tra i due ci sarebbe stato un contatto. Nella serata di mercoledì il portale gossipparo Dagospia si spingeva ancora più avanti indicando il prestante Alfio fra i prescelti dal Cavaliere alla sua imminente successione in alternativa alla di lui regale erede Marina Berlusconi. In verità della prossimità, anzi di una sorta di sotterraneo accordo fra Alfio e Silvio il quotidiano di largo Fochetti aveva scritto anche prima del voto proprio quando l'imprenditore candidato aveva puntato il dito su un presunto accordo segreto Marino/Grillo mediato da Rodotà.

Una sorta di ritorsione del quotidiano che ha sempre sostenuto apertamente il chirurgo oggi sindaco, mantenendo, almeno nella cronaca di Roma, un atteggiamento di voluto distacco non lontano dal sospetto nei confronti di Marchini volutamente circoscritto al voto "moderato" e "centrista". E' pur vero che il Corriere della Sera ed il Messaggero non gli hanno mai lesinato il sostegno così come le televisioni generaliste dove ha fatto la parte del leone telegenico, ma resta il fatto che la recente uscita di Repubblica non è stata gradita dall'imprenditore che proprio ieri così smentiva «sarei curioso di capire come e quando mi sarei intrattenuto con Silvio Berlusconi visto che sono ormai molti anni che non lo vedo e non parlo con lui».

Ed il suo clone virtuale, Arfio, su facebook rincarava la dose scrivendo «qualcuno mi ha svegliato dicendo che Berlusconi mi vuole come anti-Renzi. Volevo solo dirvi che l'ultima volta che ho parlato con Berlusconi aveva tutti i capelli suoi e l'unico processo che aveva in corso era quello di Biscardi. Silvio ti evito. Roma ti amo». Ovviamente la prima è la vulgata ufficiale, ma è un dato di fatto che i silenzi meditativi del personaggio che ha sfiorato il 10% dei consensi e portato in aula Giulio Cesare tre consiglieri (lui compreso) ed altri numerosi nei municipi, lascia adito a tutte le voci e congetture.

Compresa quella che il suo giovane consigliere Onorato sarebbe anche disponibile a far parte in qualche modo della maggioranza che del voto dei marchigiani non ha certo bisogno. Altro sono gli eventuali rapporti fra il sindaco e l'imprendiore.  Illazioni a parte è difficile credere che Alfio si ritiri nel silenzio monacale dopo aver promesso di creare una fondazione per i giovani che l'hanno accompagnato nella sua avventura capitolina e soprattutto dopo aver annunciato la sua 'discesa in campo' per le europee del 2014. Ma di qui a vederlo già come il delfino di Berlusconi ce ne passa. Soprattutto dopo la fine che hanno fatto gli altri due delfini Casini e Fini.

Giuliano Longo