L\’ultima campanella, futuro scolastico incerto dopo la riforma

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Ultimo giorno di lezione ieri per gli studenti della regione Lazio. All’ormai fatidico suono della campanella hanno risposto le voci squillanti e felici di migliaia di allievi. Almeno a loro non è ancora dato conoscere i problemi legati alle istituzioni scolastiche. A chi amministra e governa sì.

La scuola pubblica é allo sbando da tempo. È oberata da molteplici problematiche e disagi che abbracciano ogni aspetto dell’istituzione. Finora nessuna Amministrazione ha saputo risolvere almeno le emergenze e oggi la scuola fa acqua da tutte le parti. La causa? I tagli ai fondi necessari per farla sopravvivere, darle un aspetto edilizio che sia sicuro e decoroso e offrire agli studenti gli strumenti necessari per una didattica avanzata. Quest’anno si è attuato il tanto contestato ridimensionamento scolastico. Iter dovuto al patto di stabilità del 2011che ha visto istituti comprensivi (quindi già accorpati) sottoposti a pesanti lacerazioni. Alcune scuole dell’attuale terzo municipio come la “Simone Renoglio” (Castel Giubileo) non esistono più. Sparite. Causa lo smembramento dei plessi, che sono stati suddivisi fra due istituti l”Uruguay” (Bufalotta) e la “Levi”(Fidene). Ad altre scuole come la “Montessori”(Viale Adriatico) sono state accorpate scuole non corrispondenti al Pof d’istituto, per diversa modalità d’insegnamento.

Si é persa l’identità territoriale, perché le scuole entranti si sono dovute assoggettare a norme organizzative a cui non erano avvezze. Si discute in collegio docenti, ma le minoranze entranti soccombono nelle delibere. I presidi, spesso reggenti per i tagli agli organici direttivi, devono far capo a più scuole e non possono far altro che delegare i coordinatori. Pochissimi sono ormai i dirigenti che hanno relazioni frontali con i docenti dei vari plessi, disseminati in un’area urbana vastissima come quella, ad esempio, del terzo municipio. Il ricorso delle famiglie al Tar (tribunale amministrativo regionale), contro il ridimensionamento approvato il 3 febbraio 2012 dalla ex giunta Polverini, è stato respinto. Il Consiglio di Stato, a cui di seguito si sono rivolte le famiglie ricorrenti, ha decretato che il provvedimento poteva essere vagliato ulteriormente dalla Regione Lazio, ente locale a cui spettano le competenze in base al decentramento amministrativo costituzionale. La Polverini e la sua giunta non sono intervenuti in proposito, lasciando molte scuole allo sfacelo.

A ciò si aggiungono le problematiche legate alla sicurezza degli edifici scolastici che hanno raggiunto un soglia di pericolo elevatissima. La scuola di Settebagni é stata ufficialmente dichiarata in stato di emergenza dall’ex assessore alla scuola municipale Francesco Filini, dopo un sopralluogo “in loco”. E pensare che nel 2008, per la ristrutturazione, era stata stanziata la quota di un milione di euro. Quota di cui non si é saputo più nulla e dichiarata “distratta” da altre emergenze. Altro problema é legato alle prove Invalsi. Molti docenti, nel mese di maggio, hanno aderito allo sciopero per abolire questo «inutile spreco di risorse economiche e di tempo».

Per la realizzazione delle prove Invalsi vengono impegnati annualmente milioni di euro per testi di logica non inerenti ai programmi in corso, per la produzione di moduli cartacei e per le rilevazioni statistiche in rete. Perché non si utilizzano questi soldi per le emergenze della scuola? E perché si continua a tagliare l’organico dei docenti di sostegno e di lingua inglese? Per contrastare questi tagli selvaggi, si terrà oggi alle 15 in via Pianciani un presidio di docenti e genitori contro la riduzione delle ore di sostegno che compromette fortemente la realizzazione del diritto allo studio di tanti alunni con disabilità: Al termine dell’anno scolastico il mondo della scuola é al collasso. La nuova giunta comunale, guidata dal sindaco Marino e coadiuvata dai minisindaci e dal presidente della Regione Zingaretti, dovrà affrontare con grande impegno i problemi legati alle istituzioni scolastiche. I cambiamenti sono ormai diventate emergenze a cui non ci si può più sottrarre.

Alba Vastano