«Da Ferragosto via auto e moto dai Fori Imperiali»

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«Il 15 agosto pedonalizzerò i Fori Imperiali». È quanto ha annunciato ieri il neo sindaco di Roma, Ignazio Marino, in diretta su Radio 2 alla trasmissione “Un giorno da pecora”. «Perchè proprio il 15? – ha poi aggiunto Marino scherzando con i conduttori – Perchè così non se ne accorge nessuno. Il 14 ci farò un giro con la mia Panda rossa e il giorno dopo pedonalizzeremo».

Oggi il sindaco sarà ricevuto prima dal prefetto e poi dal segretario generale per la comunicazione dell’incarico. La fascia arriverà domani. Nel corso della trasmissione radiofonica il primo cittadino si è soffermato soprattutto sulla campagna elettorale.

«Da parte dello staff di Gianni Alemanno c'è stata una campagna molto aggressiva nei miei confronti – ha detto Marino. Mi hanno ferito molto l'accusa di essere un vivisezionista e le immagini messe sui muri di Roma con me che opero su animali sofferenti». «Non sono un vivisezionista ha aggiunto il nuovo primo cittadino della Capitale – Non ho mai operato a scopi di ricerca sperimentale su cani e gatti, solo su roditori per farmaci oggi utilizzati per salvare vite».

«Gianni Alemanno – ha continuato – va trattato con grande rispetto. Ma se io fossi stato in condizione di poter decidere nel Pdl, avrei fatto le primarie. Penso che un candidato molto serio poteva essere Giorgia Meloni. Sarebbe stata una campagna elettorale diversa».

Nessun accenno alla nuova giunta. «Sul vicesindaco non ho ancora le idee chiare, anche se mi piacerebbe molto che fosse una donna. Ancora non faccio nomi sulla Giunta. Se incontrerò Stefano Rodotà? Sì, per chiedergli tanti consigli perchè è una persona di straordinaria preparazione. Mi ha chiamato il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Si è complimentato e ha detto che abbiamo fatto una campagna buona. Inoltre mi ha detto che ora si dovrà lavorare insieme, anche perchè Roma avrà bisogno di molto denaro – ha spiegato Marino.

Come noto, ha aggiunto il nuovo primo cittadino, mi ha chiamato anche Gianni Alemanno dicendo di riconoscere la sconfitta. Erano poco prima delle 16. Io gli ho detto che al di là dei contrasti ci tenevo al rispetto delle istituzioni, e che non sarei andato in Campidoglio».