Campidoglio, scoglio bilancio: la prima grande sfida

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Vivere con accanto oltre un miliardo di debito. E’ questa la grande sfida che si troverà davanti il neo sindaco Ignazio Marino una volta preso il comando dell’“astronave Roma”, lui che si era definito convintamente “marziano”.

Una massa di denaro che rende complicata la gestione della città e che chiederà uno sforzo importante per il reperimento delle risorse. Sul fronte del debito finanziario, come riferisce il “Sole24ore”, nonostante gli alti e bassi di questi anni (nel 2009 scese fino a 605 milioni per poi ricominciare a salire), il debito è ancora a livelli notevoli e nel 2013 potrebbe toccare la cifra non indifferente di 1,27 miliardi.

In questo scenario vanno tenuti in considerazione i giudizi della agenzia di Rating Fitch che nei mesi scorsi aveva “avvisato” il comune di un possibile declassamento, con un rating di “A-” al Comune. C’è poi il tema del disavanzo. Se nel 2012 la differenza tra entrate e uscite è stata di 280 milioni, nel 2013 il problema potrebbe riproporsi. A evidenziarlo era stata nei mesi scorsi sempre Fitch, parlando di spese per 4.750 milioni contro entrate per 4.560 milioni. Così alla fine di questo anno anche i conti quotidiani potrebbero essere in rosso per circa 200 milioni.

Il tema è centrale e spinoso, complesso al punto da mandare in tilt anche l’ex sindaco Alemanno che alla fine di maggio, in piena campagna elettorale, aveva perso le staffe nel corso di una trasmissione televisiva su La7. La città ha bisogno di interventi in tanti settori, le aziende municipalizzati e i servizi richiederebbero investimenti per funzionare con maggiore efficienza.

Ma non si può continuare a far crescere la spesa corrente che, come ricorda ancora il “Sole”, dal 2008 a oggi è più che raddoppiata. Né d’altro canto sembra possibile inasprire una tassazione locale che ha visto l’Imu più alta d’Italia e un’Irpef comunque altissima. Una speranza potrebbe arrivare da un eventuale sblocco dei pagamenti dalla Regione, l’ente che deve a Roma Capitale la bella “sommetta” (giusto giusto) di un miliardo di euro.

F.U.