Marino: «La città deve essere guida morale del Paese»

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''Potete immaginare come sono emozionato perchè mi rendo conto della responsabilità che la città da questo momento mi consegna''. Lo ha detto Ignazio Marino nel suo primo saluto da sindaco della Capitale a Piazza di Pietra, al Tempio di Adriano. ''Spero che Roma nei prossimi anni possa essere orgogliosa di me'' ha aggiunto ringraziando tutti i suoi collaboratori. 

''Ognuno di noi è cittadino di Roma e può partecipare a rinascita della città. Ce la metterò tutta, con grande umiltà, perchè solo un arrogante potrebbe pensare di avere le soluzioni per tutti i problemi della Capitale del nostro Paese. Lavorerò come ho sempre fatto nella mia vita professionale, sette giorni a settimana e lo farò con tutto l'impegno e tutta la dedizione possibile''. Il neosindaco di Roma è consapevole che ''sono davvero tantissime le cose che devono essere fatte in questa città'' ricordando che Roma ''è una città meravigliosa'' e deve ''riprendersi il ruolo internazionale che le spetta'' ma vuole anche ''una città dove si cambia il metodo, si premia il merito, una città dove non si dimentica neanche per un solo istante di chi è rimasto un passo indietro''.

''Passeremo dalla cultura dell''io' alla cultura del 'noi' – ha aggiunto – auspicando di voler tornare a vedere le persone sorridere per strada''. Roma per il neosindaco deve avere un ruolo di ''guida morale'' del Paese ha spiegato. ''Mi rendo conto della responsabilità che da oggi la città mi consegna e spero che Roma possa essere orgogliosa di me'' ha concluso Marino. Sull'altro fronte il sindaco uscente, Gianni Alemanno, ammette ''la sconfitta, facciamo i nostri complimenti a Marino, ma avvertiamo tutti: non abbiamo nessuna intenzione di scomparire da questa città e rilanceremo e rigenereremo con forza quella che è la nostra presenza''. ''Ringrazio tutti gli elettori che nonostante una campagna elettorale molto difficile hanno deciso di andare a votare'' ha detto, sottolineando che la campagna ''non e' bastata per riannodare questo rapporto tra i romani cittadini e la politica''. E l'astensionismo è il dato posto in evidenza dal sindaco uscente.

''E' evidente – ha detto – che l'influenza dell'astensionismo è stata molto netta. Grosso modo – ha aggiunto – il numero di persone che hanno votato per me al ballottaggio è lo stesso del primo turno, anzi è leggermente aumentato e quindi questo è il segno di una disaffezione alla politica con cui dobbiamo fare i conti''. Una disaffezione che, per Alemanno, non deve preoccupare solo a livello locale ma anche nazionale. ''C'è un dato complessivo del centrodestra che non pare essere positivo quindi credo che la riflessione debba essere ampia, perchè dal punto di vista amministrativo con Roma il centrodestra perde l'ultimo sindaco importante che aveva in Italia''. Quindi la riflessione va fatta non solo su Roma, ma anche a livello nazionale ''per comprendere quali risposte dare''. (asca)