Precari della sanità, prorogati i contratti dalla Regione

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La buona notizia è la proroga dei contratti dei 2800 precari della sanità laziale fino al 31 dicembre 2013. L’impegno, ma solo quello per ora, sarà per lo sblocco del turn over. Ieri il commissario ad acta della sanità, Nicola Zingaretti, accogliendo le istanze delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl, ha firmato l’atto che garantisce la prosecuzione del contratto che si doveva concludere alla fine diquesto mese, per circa 2800 lavoratori impegnati nel servizio sanitario regionale.

Quelli, per intenderci, che mandano avanti reparti e pronto soccorsi affollati. Il presidente Zingaretti, nel corso dell’incontro, si è impegnato a sostenere, sia nel rapporto con il Ministero della Salute che all’interno della Conferenza Stato-Regioni, un percorso che porti al superamento del precariato e allo sblocco del turn-over.

Soddisfazione è stata espressa dalle organizzazioni sindacali presenti. Contestualmente alla firma del decreto il presidente ha chiesto alla Cabina di regia della sanità del Lazio di avviare un confronto con tutte le organizzazioni dei lavoratori, utile ad individuare processi e percorsi giuridicamente validi per arrivare alla stabilizzazione del personale da completarsi nel corso dell’attuale legislatura. Secondo la Regione dunque «in tutte le Asl e Aziende ospedaliere dovrà essere salvaguardata in ogni caso un’unità di dirigenza delle professioni sanitarie». Un passaggio del provvedimento apre uno spiraglio, per quanto limitato, al rinnovo dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa e a progetto, l’eventuale proroga dell’incarico originario è consentita in via eccezionale al solo fine di completare il progetto e per ritardi non imputabili al collaboratore.

«Ho firmato l’atto con grande soddisfazione senza aspettare l’ultimo giorno utile, perché so che era atteso e perché restituisce serenità a tante famiglie – ha spiegato il Zingaretti – nello stesso tempo si evita il collasso del sistema sanitario regionale, senza ulteriori disagi ai cittadini. Nei prossimi mesi saremo impegnati in un profondo processo di riorganizzazione della rete ospedaliera e soprattutto territoriale, per l’adozione di nuovi atti aziendali e per la definizione di nuove piante organiche per ogni Asl. Un lavoro immenso che, a partire dalla presentazione di una legge quadro sul modello Lazio, darà sicuramente alla nostra sanità una nuova fisionomia».