Marino: «Farò di Roma un grande laboratorio di cambiamento»

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Al primo turno anche gli altri candidati de Vito e Marchini, oltre a Medici che ha già dichiarato di votare per lei, hanno parlato di discontinuità, ma questa si percepirà immediatamente con i suoi primi atti di governo se verrà eletto. Quali saranno?

La discontinuità con Alemanno, la sua giunta e il suo modo di governare deve rappresentare la prima vera novità del mio mandato. In questi 5 anni troppi uomini del Campidoglio e vicini al sindaco sono stati coinvolti in inchieste della magistratura o sono stati addirittura arrestati, troppi bilanci non sono chiari. Per questo il Campidoglio dovrà diventare un modello di trasparenza per tutta l’Italia.

Sulla sua squadra di governo anche la stampa ha anticipato nomi più o meno fantasiosi. Se non sui nomi, almeno può anticipare ai nostri lettori i criteri che presiederanno alle sue scelte? E che tempi prevede per completare la sua giunta per una città che ha bisogno di scelte ed interventi urgenti?

Merito e trasparenza saranno i criteri di scelta delle donne e degli uomini che formeranno la mia giunta. Gli stessi criteri poi verranno applicati per la selezione dei dirigenti delle municipalizzate. Per rimettere a posto la complessa macchina comunale le scelte importanti devono essere prese nel più breve tempo possibile altrimenti si rischia di cadere nell’immobilismo che ha contraddistinto gli anni di Alemanno.

Alemanno e la destra hanno tentato di contrapporre la sua candidatura ad un mondo cattolico che la guarderebbe con diffidenza. A parte le sue citazioni del catechismo sul tema dell'accanimento terapeutico e la sua posizione sul testamento biologico, Alemanno ed i suoi hanno puntato il dito sulla sua posizione per i matrimoni gay. Lei è un cattolico, ma nel corso di questa campagna elettorale ha avvertito freddezza o desengagement di questo mondo variegato nei suoi confronti?

Gran Bretagna, Francia, Spagna, Germania, Olanda sono solo alcuni dei paesi europei che hanno legiferato sui matrimoni gay, legalizzandoli. Continuare a far finta che questi temi non esistano sarebbe una mancanza da parte di chi amministra una comunità formata da tante realtà differenti. Io voglio essere il sindaco di tutti i romani e non solo di una parte. Durante questa campagna elettorale ho avuto numerosi incontri con il mondo cattolico, mi ci sono confrontato, ho ascoltato e mi sono fatto ascoltare, solo in questo modo si può costruire una società il più condivisa possibile.

Anche sui nomadi la destra ha scatenato una campagna nei suoi confronti accusandola di favorirne la presenza anziché estirparla. Ci vuole chiarire la sua posizione?

E’ solo la demagogia di Alemanno che non è riuscito a risolvere la questione rom nonostante il suo annunciato piano e nonostante i soldi incassati dal governo centrale. Qualche giorno fa abbiamo assistito alla farsa del tentativo di sgombero della ex cartiera di via Salaria dove alloggiano “temporaneamente” dal 2010 i rom di Casilino 900. Il sindaco continua a spostarli da un punto all’altro della città senza avere un piano strutturale e omogeneo. Aver visto che due presidenti di municipio, entrambi di centrodestra, insieme ai loro cittadini sono scesi in strada contro le scelte del sindaco è stata per Alemanno la peggior sconfitta.

C'è un certo mondo dell'imprenditoria romana che giudica le sue posizioni troppo radicali. Quali saranno le sue scelte immediate per rilanciare l'economia di impresa di questa città e la ripresa economica?

I lavoratori e le imprese non possono essere lasciati soli ad affrontare i problemi. A Roma occorre una politica industriale dedicata alla valorizzazione del territorio. Bisogna rafforzare e integrare la cooperazione tra Grande Industria, PMI e Artigianato, sostenere l’economia legata alle produzioni locali, dare particolare attenzione alla ridistribuzione internazionale delle produzioni che si concretizzerà nella realizzazione di prodotti che rispondano alle specializzazioni dei settori storicamente insediati a Roma (meccatronica, biotecnologie, aerospazio e nanotecnologie, multimediale, sviluppo nuovi materiali). Fondamentale sarà però incentivare la nascita di reti di imprese a carattere interregionale e internazionale.

La fame di lavoro, quando non di altro, è ormai una preoccupazione che va al di là della sicurezza che fu il cavallo di battaglia di Alemanno nel 2008. Come pensa di sviluppare nuova occupazione e sostenere chi lavoro non ha compatibilmente con il limiti della spending review, i tagli ai budget del comune e l'abolizione dell'Imu?

Investire sulla qualità del capitale umano vuol dire investire sulle potenzialità di crescita della città. Dobbiamo dotarci di un sistema integrato di servizi per il lavoro e per l’impiego. Dobbiamo aiutare le nuove generazioni a prendere rapidamente confidenza con le opportunità. Porre in essere una stretta collaborazione tra mondo della scuola, sistema universitario e mondo del lavoro e delle imprese per rilanciare lo sviluppo economico, di qualità, nella nostra città e l’Amministrazione comunale deve mettersi a disposizione svolgendo un fondamentale ruolo di ausilio operativo.

Trasparenza, etica e cambiamento sono stati il laitmotiv di tutta la campagna elettorale che hanno convinto molti elettori, mentre i cinque anni di questa amministrazione sono stati piuttosto opachi e con un personale di governo spesso criticato. Ha già un'idea di come incidere nella complessità della macchina amministrativa e delle municipalizzate?

Coinvolgendo tutte le capacità e le maestranze che ci sono all’interno delle municipalizzate che in questi 5 anni sono state messe da parte favorendo gli amici degli amici o persone davvero poco preparate. Ogni singola risorsa umana sarà valorizzata e coinvolta. Per questo i dipendenti comunali saranno i miei primi collaboratori.

Lei, in caso di vittoria si appresta a divenire il major delle più grande città metropolitana d'Italia garantita dalla normativa per Roma Capitale. Una grande responsabilità o un laboratorio di sperimentazione per tutta la sinistra?

Entrambe. Un laboratorio di sperimentazione con quasi 5 milioni di abitanti rappresenta una grande responsabilità. Contemporaneamente è anche una grande sfida che si può vincere anche grazie alla collaborazione della regione Lazio guidata da Nicola Zingaretti. Solo unendo le rispettive competenze si potranno affrontare e risolvere le problematiche di un territorio complicato come Roma, il suo hinterland e tutta la regione.

Giuliano Longo