Le ultime promesse di Alemanno

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Non ne può proprio più Gianni Alemanno che ieri a Villa Miani ha presentato il suo “Patto con i romani” tentando di emulare il Berlusconi secoli fa nel salottino di Bruno Vespa. Non ne può più di inseguire Ignazio Marino che ieri non si è presentato al Tgr3 e si è presentato con 30 minuti di ritardo alla presentazione della guida dei ristoranti de La Repubblica.

Lui invece è bello carico, sempre presente, indifferente al fatto che il chirurgo non lo vuole incontrare per il semplice fatto che gli è avversario e non compagno di merende. Basta con i confronti, si vada al sodo del voto. E pensare che giovedì sera a Sky Gianni aveva dato fuoco a tutte le sue polveri sparando a zero sulla foto tarocca del sindaco con un Casamonica e riesumando una storia di presunto lavoro nero presso una Onlus del suo avversario. Meritandosi le scuse di Marino per la foto, pentito di aver commentato senza verificarne l’attendibilità.

Meno male, le impressioni di Alemanno per il ballottaggio di domani e lunedì sono positive. «Vedo ovunque – ha detto a Villa Mianivoglia di grande partecipazione» Mentre «la corsa a prendere la tessera (elettorale) è ininterrotta.» Tutti cittadini, par dire Gianni, si stanno mobiltando contro il pericolo rosso. Anche se, qualche maligno insinua, molti non hanno più spazio per i timbri. Eppure con 12 punti di distacco dal competitor la speranza di Alemanno è dura a morire. Anzi «se il clima regge fino a lunedì e torniamo ad un’affluenza fisiologica- ha aggiunto- possiamo farcela a battere Marino, che è un candidato vissuto come estraneo alla città».

Anche se una affluenza “fisiologica” diviene di difficile comprensione ai più, è certo che “l'estraneo” (anzi il “marziano”, come si è ironicamente autodefinito Marino) gli fa paura e allora è gioco forza promettere tutto a tutti. Fatto non sconvolgente, anzi ampiamente atteso, per un politico come Gianni che si gioca non solo il posto al Campidoglio, ma anche la sua carriera politica dopo che la sua corrente nel Pdl si è praticamente disintegrata. Certo, suonano strane tutte queste promesse dopo cinque anni di governo. Ma il sindaco cavalca l’abolizione dell’imu, che dovrà decidere il Governo, nella speranza di rastrellare quei consensi che Berlusconi andava mietendo prima di queste amministrative, che gli hanno raffreddato i bollenti ardori. «Se il Governo toglierà l’Imu sulla prima casa – annuncia Gianni- potremo recuperare 116 milioni per avere una riduzione di un punto dell'addizionale Irpef comunale e una riduzione di due punti dell'Imu sugli immobili commerciali» senza tuttavia indicare dove andrà a prendere i soldi che verranno a mancare dopo l'abolizione dell'odiato balzello.

Poi Gianni ha proseguito senza freni. «Nessuno ci può accusare di non avere una visione della città, non è assolutamente così. Siamo pronti ad attuare i vari progetti nei prossimi cinque anni. All'indomani della rielezione possiamo partire con il progetto del nuovo tunnel tra il Gra e la galleria Giovanni XXIII, decisivo per “stappare” Roma nord. Stiamo decidendo se farlo in project financing o con risorse pubbliche». E ancora: l’attuazione del Piano per l’energia sostenibile e del Piano casa. Insomma di tutto e di più alla venerabile presenza dell'architetto Paolo Portoghesi, dell’ambientalista Carlo Ripa di Meana (che in due fanno 165 anni) e del giovane docente di economia Eugenio D'Amico. Poi si è recato di corsa ad un convegno sindacale dei vigili e ha affrontato i problemi della Polizia locale: inquadramento, funzioni, gestione del personale.

Rubata l’idea ad Alfio Marchini, ha ribadito che «fra le priorità dell’amministrazione ci sarà quella di istituire il Vigile di Quartiere, vera polizia di prossimità». E ha annunciato di aver stipulato un’assicurazione per i componenti del Corpo in caso di incidente o malattia di servizio. “Entusiasmo” dalle centinaia di agenti presenti (come riportano le agenzie) quando il sindaco ha ricordato che quella da lui avviata «è stata una trasformazione radicale del Corpo che smette i panni di “assistente sociale in divisa”, che Veltroni gli aveva cucito addosso» e Marino farà. Lui invece ne ha fatto e ne farà «una vera Polizia a tutti gli effetti.» ha proseguito il sindaco sceriffo «lo avete dimostrato con l’armamento. La sinistra pensava che eravate degli inetti, incapaci a maneggiare un’arma, come se vi poteste sparare su un piede. E in questi anni avete dimostrato una professionalità che non ha nulla da invidiare a nessun altro Corpo di Polizia». Mentre i vigili applaudono eretti e senza claudicare in conseguenza di traumi da arma da fuoco, cala il sipario sulle pirotecniche esibizioni del sindaco e il giudizio passa agli elettori.

GL