Marino: «Entro sabato i primi nomi della Giunta»

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Ignazio Marino non ha gli stessi scrupoli di Gianni Alemanno sulla scelta della sua squadra di governo, anzi sembra a buon punto. «Sto lavorando a una possibile Giunta. L’idea è di arrivare ad annunciare alcuni nomi centrali entro sabato» ha detto nel corso della trasmissione Gr Parlamento.

Nel frattempo è già in grado di indicare i criteri che lo guideranno nella scelta degli uomini del suo staff in caso di vittoria. «Il criterio di scelta – ha spiegato – non sarà quello dell'indicazione dei partiti ma quello del merito. Sto raccogliendo curricula, anzi chiedo alle persone particolarmente preparate nelle aree strategiche come mobilita', bilancio, sport, sussidiarietà e famiglia, di inviare il proprio curriculum perché dobbiamo scegliere le persone migliori. E’ chiaro comunque che io in questo momento devo garantire la riservatezza ai potenziali assessori».

La dichiarazione, oltre che dalle precedenti sollecitazioni di Alfio Marchini, giunge dopo un articolo apparso ieri sul Corriere della Sera dove si accennava a una difficile mediazione per la scelta degli assessori non solo all'interno della coalizione di sinistra, ma fra le varie correnti del Partito Democratico. Se la formazione della Giunta rimane un problema che verrà affrontato dopo il ballottaggio, ieri il chirurgo ha accennato anche ai suoi rapporti con il mondo cattolico e con le gerarchie messi in dubbio da destra per un suo presunto laicismo.

«Quest’idea di un pericolo Marino rispetto al voto cattolico a me fa sorridere» ha aggiunto sempre dai microfoni di GR Parlamento. E ha citato il libro scritto a due mani con Carlo Maria Martini, recentemente scomparso, “Credere e Conoscere” pubblicato due anni fa. Per rafforzare la sua credibilità di cattolico praticante in merito alle interruzioni delle cure mediche in casi estremi, ha fatto riferimento anche alle parole dell'articolo 2.278 del Catechismo: «L’interruzione di procedure mediche straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'accanimento terapeutico, non si vuole così provocare la morte, si accetta di non poterla impedire ». Parlando poi del testamento biologico ha detto che le decisioni devono essere prese dal paziente o da coloro che ne hanno legalmente il diritto. «La questione del rispetto della vita è molto importante – ha proseguito- e il testamento biologico e la scelta delle terapie alla fine della vita non sono materia su cui legifera il sindaco, ma il Parlamento».

Nel corso della trasmissione ha parlato anche del rispetto dei diritti «di tutte le persone ed evidentemente degli omosessuali, che sono assolutamente persone che hanno e devono avere il riconoscimento degli stessi diritti che hanno tutti gli altri». Poi dai temi etici è passato al sostegno che intende dare anche alle organizzazioni cattoliche del sociale: «Se sarò eletto straccerò la delibera della Giunta Alemanno che diminuisce fino a quasi dimezzare i fondi per i non autosufficienti. Molte istituzioni cattoliche che si dedicano con grande attenzione ai non autosufficienti si trovano adesso in difficoltà a causa del taglio di questi fondi. Io i fondi li restituirò». Infine un rammarico: «Ho una piccola ferita nel cuore. Essendomi dimesso da senatore non potrò difendere la mia legge che ho depositato all'inizio di questa legislatura sullo ius soli. Questa dice che un bimbo o una bimba che nascono in Italia sono italiani».

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