Alemanno: «Se sconfitto resterò in Campidoglio». Ma la scelta appare obbligata

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Gianni Alemanno ha annunciato ieri nel corso della registrazione della sua intervista a GR Parlamento che sono circa 100mila i cittadini che negli ultimi giorni hanno chiesto di avere il certificato elettorale che non avevano ritirato al primo turno, «un sintomo di risveglio e affezione rispetto al primo turno» ma che lo rende molto cauto nelle previsioni di un suo eventuale recupero al ballottaggio.

Infatti «solo il Mago Otelma può dare risposte precise rispetto a recuperi o previsioni» ha aggiunto. Ma ha anche colto l’occasione per criticare il vincitore al primo turno, Ignazio Marino, che non ha voluto il confronto diretto con lui nel corso di quella trasmissione. «E’ pazzesco che ci troviamo in questa situazione di “separati in casa”. Il fatto di non poter avere un confronto diretto neanche in questa sede con Ignazio Marino, per sua scelta». E ha rincarato la dose osservando che questo comportamento di Marino «è qualcosa che indebolisce il dibattito ed è un modo di fuggire che non posso non condannare».

Non è la prima volta che il sindaco uscente batte sul tasto del mancato confronto anche se i numerosi faccia a faccia fra i vari candidati non pare abbiano particolarmente favorito Alemanno alla luce del risultato del primo turno. Ma Alemanno nel corso dell’intervista ha voluto accennare anche al suo futuro in caso di sconfitta: sarà in Campidoglio dove continuerà a svolgere il suo ruolo dall'opposizione per non abbandonare i romani a «un sindaco molto problematico come Ignazio Marino».

Una scelta che parrebbe, almeno per ora, obbligata, nonostante nei giorni scorsi il nome del sindaco fosse stato associato ad un processo di ricostruzione o rifondazione della destra non solo capitolina. Un tiepido sostegno che è sfociato nel disappunto del Cavaliere di fronte alla striminzita partecipazione popolare al comizio finale del Colosseo dove le bandiere che garrivano al vento erano nella stragrande maggioranza quelle dei Fratelli d'Italia alla opposizione in parlamento del governo Letta/Alfano.

Sempre nel corso della trasmissione il sindaco ha risposto indirettamente, e in modo piuttosto singolare, alla richiesta di Alfio Marchini, ormai naufragata per scadenza dei tempi utili ad eventuali apparentamenti, che aveva chiesto ai due candidati, usciti dal primo turno, di indicare i nomi “di alto profilo” che faranno parte della squadra di governo che dovrà amministrare questa città prostrata. Alemanno ha spiegato che non è possibile fare questi nomi perché senza ancora sapere chi ha vinto «i migliori tecnici tendono a non scoprirsi. I tecnici più qualificati tendenzialmente tendono a non prender parte ad una campagna elettorale aperta, ma attendono i risultati per dialogare col sindaco in carica».

Una risposta che implicitamente accuserebbe le menti ed i professionisti migliori di questa città di interessato opportunismo. Uscita piuttosto infelice a pochi giorni dalla sfida finale.

gl