Per Alemanno magro bottino dalle parrocchie

0
21
 

La campagna elettorale per il ballottaggio entra nel vivo e il sindaco uscente Alemanno si aggrappa a ogni possibile argomento per nascondere gli oltre 12 punti percentuali che lo dividono da Ignazio Marino. Uno su tutti: il presunto anticlericalismo del suo rivale.

Forti dubbi sull’appoggio del cardinale vicario all’attuale sindaco perché il porporato sarebbe vittima delle trame politiche di alcuni suoi collaboratori che da sempre in maniera “partigiana” sostengono la Giunta Alemanno e l’ex aclista De Palo. La triade di Don Insero, Don Rosini e Don Mirilli rappresenterebbe un vero problema per il cardinale Vicario, che a più riprese li avrebbe richiamati ai loro doveri ecclesiali.

Ed è grazie a loro che si sarebbe sparsa la voce (falsa) di un rifiuto di Vallini a ricevere il candidato del centrosinistra Ignazio Marino. In Vicariato molti cominciano a spazientirsi di fronte ad una campagna elettorale svolta nelle chiese e decisa in alcuni uffici della diocesi. Non era mai accaduto.

Facendo due rapidi calcoli se fosse vero che la diocesi appoggia Alemanno i voti legati ai cattolicissimi e fedeli di Alemanno, De Palo, Voltaggio, Cozzoli e Moretti, sarebbero stati molti più di 12 mila effettivamente raccolti.

Occorre sapere che a Roma solo le parrocchie sono circa 350. Se 100 fedeli a parrocchia avessero votato per Alemanno ci sarebbero almeno 35.000 voti in più. Invece la media dei crociati di Alemanno è meno di 35 voti a parrocchia. Un po’ poco per dire che esiste questa santa alleanza.

Altra nota dolente è il rapporto di Alemanno con l’associazionismo di ispirazione cattolica, dalla Comunità di Sant’Egidio alla Caritas, fino alle ACLI, che in questi anni a più riprese hanno espresso un giudizio negativo sull’operato del primo cittadino: dalle forti tensioni sul piano rom alle polemiche sulla raccolta del pane invenduto. Tutti segnali di un gelo con il Campidoglio. 4000 voti invece per l'assessore sandaluto. Nei corridoi del Vicariato si dice a bassa voce che in realtà ad andare in Consiglio comunale dovrebbe essere Don Fabio Rosini perché quei voti sarebbero tutti suoi, provenienti dal bacino dei fedelissimi del percorso dei “Dieci comandamenti” che sono entrati in chiesa per santificarsi e ne sono usciti politicizzati.

Sull’appoggio ad Alemanno della Curia vaticana poi si è fantasticato andando oltre il limite ragionevole. Dal Cardinal Bertone a Monsignor Fisichella, tutti sarebbero amici e sostenitori di Alemanno. Ma se così fosse perché non ha vinto al primo turno? Sembra che l’orizzonte cattolico per Alemanno sia sempre più limitato e circoscritto e che le gerarchie siano sempre più fredde nei confronti di un primo cittadino che a parole si dice vicino a Santa Romana Chiesa e nei fatti si è dimostrato poco collaborativo ed efficace.

Balthazar