Comunali, Matteo Renzi e Ignazio Marino insieme alla Garbatella

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Ignazio Marino è sicuramente un candidato lontano dagli schemi e dalle lotte correntizie del suo partito, il Pd, anche se qualcuno lo vuol dipingere come una creatura di Goffredo Bettini. Tanto lontano dagli schemi che non finisce mai di stupire. Così oggi chiama al suo fianco un testimonial di eccezione, quel Matteo Renzi che a Roma era stato battuto alle primarie da Bersani con largo vantaggio. «Vi aspetto domani alle 11 all'Ambra teatro alla Garbatella con Matteo Renzi. Non mancate!» Annuncia Marino su twitter.

Nel frattempo non chiude nei confronti di Alfio Marchini, che ieri aveva posto le sue 10 condizioni per un eventuale apparentamento tanto che a margine di un incontro con le associazioni anti-violenza sulle donne, il chirurgo ha fatto sapere che sta studiando i punti proposti da Marchini, ammettendo che «ci sono moltissime assonanze». Chi esclude invece qualunque ipotesi di apparentamento o anche solo di accordo politico fra i due è l'ex UDC eletto nella lista dell'imprenditore, Alessandro Onorato. Posizione dura e pura che non trova riscontro dalle dichiarazioni dello stesso Marchini che oltre ad una serie di condizioni, proponeva, soprattutto a Marino, di far conoscere prima del ballottaggio i nomi forti ed autorevoli della squadra di governo. Condizione dal sapore utopico se si pensa ai laboriosi riti della politica nella formazione delle giunte.

Tant'è vero che l'onorevole Michele Meta dello staff di Marino invita a non tirare per la giacca il candidato sui nomi della futura giunta, assicurando che non nascerà dagli equilibri fra le varie componenti della coalizione e del Pd. Anche se in questi giorni era circolato fra i papabili il nome dell'ex presidente della Camera di Commercio Andrea Mondello. Ipotesi bollata dal solito Onorato come invenzione giornalistica, nonostante Mondello abbia sostenuto apertamente Marchini al primo turno e goda di solida e antica amicizia con Bettini. Ma se le dichiarazioni di Onorato e Meta tagliano la testa al toro su ogni possibile accordo Marchini-Marino, chi sprizza gioia da tutti i pori è il grillino De Vito.

Sconfitto nelle urne nonostante sondaggi e aspettativa, gongola perché il supremo Beppe, segato il decrepito Rodotà molto vicino a Marino, si ritiene soddisfatto del risultato elettorale di M5S a Roma. Chi s'accontenta gode. Chi rosica invece è un'altro ex Udc, il candidato a vicesindaco di Alemanno Luciano Ciocchetti. Per lui Marino non rappresenta affatto la discontinuità perché «il deus ex machina della campagna elettorale del candidato della sinistra è Goffredo Bettini» storico e autorevole esponente della sinistra romana. Chi guarda invece al sodo e non ai retroscena è Gianni Alemanno che dopo aver tagliato per la terza volta il nastro del "Ponte della Musica" giovedì, ne taglierà un altro lunedì per l'avvio dei lavori alla stazione di Ipponio della metro C i cui cantieri paiono aver avuto una miracolosa accelerazione pre-elettorale.

Giuliano Longo